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«Visages, villages», magnifico documentario firmato…

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«Visages, villages», magnifico documentario firmato Agnès Varda

Visages, villages
Visages, villages

Quasi novant'anni e non sentirli: Agnès Varda, nata in Belgio il 30 maggio del 1928, continua a emozionare con la sua ultima pellicola, «Visages, villages», tra i film da non perdere del weekend in sala.
Dopo il notevolissimo «Les plages d'Agnès» del 2008, la grande regista, protagonista della Nouvelle Vague francese degli anni Sessanta, torna al documentario firmando, insieme al fotografo JR, un'altra opera intensa e toccante.

I due, conosciutisi nel 2015 e distanti anagraficamente (JR è del 1983), sono mossi dalla stessa passione artistica: l'amore per la rappresentazione di luoghi, persone e, soprattutto, volti e hanno deciso di realizzare insieme un film incentrato proprio su “volti e villaggi” .
Presentato fuori concorso al Festival di Cannes 2017, «Visages, villages» è un'operazione di grande spessore cinematografico, capace di ritrarre la Francia rurale e di provincia con una struttura narrativa fortemente metacinematografica. Niente è forzato in questa pellicola sincera e spontanea, dotata di immagini splendide e capace di trasmettere gioia di vivere, facendo riflettere sulla forza del cinema e della fotografia.

Visages, villages

Va segnalato anche il poetico finale, ma è l'intera visione a colpire e sorprendere: la grande autrice di «Cléo dalle 5 alle 7» sta davvero vivendo una seconda giovinezza e la sua ultima fatica ne è l'ennesima dimostrazione.

Tra le novità più attese c'è anche «Oltre la notte» di Fatih Akin.
Ambientato in Germania, racconta di una donna tedesca che vede la sua vita cambiare improvvisamente quando il marito Nuri, di origine turca, e il figlio Rocco vengono uccisi in un attentato. Inizierà un processo che vedrà imputati due giovani coniugi simpatizzanti di un movimento neonazista.

Nato in Germania da genitori turchi, Fatih Akin si è fatto conoscere nel corso degli anni con pellicole come «La sposa turca», «Ai confini del paradiso» e «Soul Kitchen», lungometraggi interessanti a cui mancava però sempre qualcosa per dirsi completamente riusciti.

Con questo nuovo lavoro Akin punta decisamente più in alto, inserendo tematiche profonde e attuali quali il terrorismo, le ingiustizie e l'elaborazione del lutto. La narrazione resta però superficiale e, soprattutto nella seconda parte, scade nella retorica: la prolissità inoltre non aiuta il regista a realizzare un'opera in linea con i nobili intenti di partenza.
Diviso in tre capitoli, il film crolla alla distanza anche a causa di una conclusione davvero debole e forzata. Da segnalare che «Oltre la notte» ha rappresentato la Germania agli ultimi premi Oscar ma, nonostante abbia vinto il Golden Globe come miglior film straniero, non è riuscito a entrare nella cinquina degli Academy Awards.

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