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David di Donatello, i Manetti Bros trionfano con «Ammore e…

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David di Donatello, i Manetti Bros trionfano con «Ammore e malavita»

«Ammore e malavita» è il trionfatore della 63esima edizione dei David di Donatello: il musical dei Manetti Bros ha ottenuto ben cinque statuette, compresa quella per il miglior film.

Ambientato a Napoli, il divertente lungometraggio dallo stile irriverente e scanzonato ha vinto anche nelle categorie per la miglior attrice non protagonista (Claudia Gerini), la miglior canzone, le musiche e i costumi.
Ed è stata proprio la città partenopea una delle grandi protagoniste della serata, dato che diverse altre pellicole ambientate sotto il Vesuvio si sono affermate in varie categorie.

Si può partire citando il notevole film d'animazione «Gatta Cenerentola» di Alessandro Rak, Ivan Cappiello, Marino Guarnieri e Dario Sansone che ha trionfato come miglior produzione e migliori effetti digitali; ma due David li ha ottenuti anche «Napoli Velata» di Ferzan Ozpetek, che ha svettato per la miglior fotografia e per la miglior scenografia.

A Napoli si svolge anche il toccante «La tenerezza» di Gianni Amelio, che ha regalato un meritatissimo David al suo attore protagonista Renato Carpentieri.

Le altre grandi protagoniste della serata sono state indubbiamente le donne, a partire dal monologo iniziale con cui Paola Cortellesi, seguendo un testo di Stefano Bartezzaghi, ha indicato alcune parole che sono inoffensive se usate al maschile, mentre si rivelano dei veri e propri insulti se usate al femminile.
Sulla scia dei Golden Globe e degli Oscar, il tema dell'uguaglianza e del rispetto per le donne è stato assolutamente centrale nella serata, come evidenziato anche da Anselma Dell'Olio, vincitrice del David per il miglior documentario con «La lucida follia di Marco Ferreri», che ha sottolineato che “la regia è femmina”.

Ed è un personaggio di una donna forte e indipendente quello che ha interpretato Jasmine Trinca in «Fortunata» di Sergio Castellitto, con cui ha alzato la statuetta come miglior attrice protagonista.

Altrettanto rilevanti sono i quattro premi ottenuti da un film come «Nico, 1988», incentrato su un breve periodo della vita della celebre cantante Nico e diretto da Susanna Nicchiarelli: ha vinto nelle categorie per la miglior sceneggiatura originale, suono, truccatore e acconciatore.

Impossibile non menzionare anche due standing ovation “al femminile” per Diane Keaton (che ha ringraziato Woody Allen durante il suo discorso) e Stefania Sandrelli, premiate con il David speciale.

Lo stesso premio è andato anche a Steven Spielberg in un altro dei momenti più toccanti della serata. Il grande regista americano, in Italia anche per presentare il suo nuovo progetto «Ready Player One» (dal 28 marzo in sala), ha ricordato il suo incontro con Federico Fellini e il giro per Roma fatto all'inizio degli anni Settanta insieme al maestro riminese, oltre ad aver citato quelli che secondo lui sono i principali rappresentanti del cinema italiano di oggi: Nanni Moretti, Paolo Sorrentino, i fratelli Taviani, Alice Rohrwacher e Valeria Golino.

Un buon auspicio la presenza di Steven Spielberg per il giovane Jonas Carpignano, classe 1984, e vincitore del premio come miglior regista per il notevole «A Ciambra» (film che ha vinto anche come miglior montaggio).

Il titolo di miglior regista esordiente, invece, è andato a Donato Carrisi per il noir con Toni Servillo «La ragazza nella nebbia».

Altri premi da citare sono quelli per il miglior attore non protagonista a Giuliano Montaldo per «Tutto quello che vuoi» di Francesco Bruni (film premiato anche con il David Giovani), quello per i migliori costumi (ex aequo con «Ammore e malavita» dei Manetti Bros) a «Riccardo va all'inferno» di Roberta Torre, quello per la miglior sceneggiatura non originale a «Sicilian Ghost Story» di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza.

Infine, da menzionare anche la vittoria dello svedese «The Square» di Rube Östlund come miglior film dell'Unione Europea e dello splendido «Dunkirk» di Christopher Nolan come miglior film straniero.

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