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Chi parla è perduto nell’inquietante «A Quiet Place»

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Chi parla è perduto nell’inquietante «A Quiet Place»

Uno degli horror più originali degli ultimi tempi è tra i protagonisti del weekend in sala: «A Quiet Place – Un posto tranquillo» è un lungometraggio da non perdere per i tanti fan del genere terrificante per eccellenza.
Ambientato nel 2020, il film racconta un momento in cui la popolazione della Terra è stata decimata da una razza aliena che distrugge qualsiasi cosa produca rumore. Una famiglia cerca di sopravvivere in una fattoria completamente isolata, comunicando soltanto attraverso il linguaggio dei segni per evitare di attirare le creature aliene.
Per la prima volta alle prese con l'horror, il regista e attore protagonista John Krasinski (noto per aver recitato in «American Life» di Sam Mendes e in «Promised Land» di Gus Van Sant) dimostra di avere grande consapevolezza del genere, riuscendo a gestire al meglio i tempi di montaggio e dosando perfettamente la tensione nel corso della pellicola.

«A Quiet Place» di John Krasinski

Soprattutto nella prima parte, «A Quiet Place – Un posto tranquillo» crea una suspense notevolissima, grazie al brillante soggetto che fa anche riflettere su una società (quella odierna) in cui le parole e i commenti sono sempre più onnipresenti: soltanto facendo silenzio si può sopravvivere, nel film, e il regista ce lo ricorda con alcune sequenze emozionanti e di non semplice fattura.

Anche i riferimenti al nucleo familiare e alle sue dinamiche sono rilevanti, e non è certo un caso che Krasinski abbia voluto nei panni di sua moglie quella che è realmente la sua compagna di vita e madre dei suoi figli: Emily Blunt.
Nel cast va segnalata, in primis, la prova di Millicent Simmonds, ragazzina realmente sordomuta (il suo personaggio è il motivo grazie al quale i protagonisti sanno comunicare col linguaggio dei segni) che avevamo già scoperto nel toccante «Wonderstruck» di Todd Haynes, presentato in concorso al Festival di Cannes 2017 e ancora inedito nelle nostre sale.

Risultati molto diversi sono quelli ottenuti da James Marsh con «Il mistero di Donald C.», con protagonista Colin Firth.

«Il mistero di Donald C.» di James Marsh

L'attore inglese interpreta Donald Crowhurst, un velista amatoriale che prese parte alla Golden Globe Race del Sunday Times del 1968, con l'intento di diventare la prima persona nella storia a circumnavigare il globo in solitaria, senza soste.

«Il mistero di Donald C.» interpretato da Colin Firth

Un'idea folle e scriteriata che lo porterà a salpare alla bell'e meglio, con una barca approssimativa, e ad abbandonare i figli e la moglie pur di inseguire il suo avventato sogno.

Tratto da una storia vera, è un film che fatica a coinvolgere e a emozionare come dovrebbe, inutilmente prolisso e ridondante, oltre che vittima di una sceneggiatura scritta senza grande impegno.

Il regista de «La teoria del tutto» continua a puntare su un cinema retorico che finisce per togliere spessore alle vicende che racconta. Anche Firth risulta totalmente fuori parte.

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