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Da Sfera Ebbasta a Emis Killa: i consigli «culturali» dei vip ai…

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l’iniziativa di amazon per il bonus 18app

Da Sfera Ebbasta a Emis Killa: i consigli «culturali» dei vip ai 18enni

Ogni età ha gli intellettuali che si merita. Gente che pensa, riflette e illumina i propri contemporanei, indicando strade, proponendo modelli, consigliando letture. Quante copie di classici greci e latini si saranno vendute nell’Ottocento grazie a Ugo Foscolo? E quanto Hegel è passato sotto i ponti italiani con Benedetto Croce? O, ancora, in quanti avranno aperto I quaderni del carcere dopo aver attraversato le Ceneri di Gramsci di Pier Paolo Pasolini?
Valeva ieri e vale anche oggi, con la differenza che oggi, piaccia o meno, la categoria vip guadagna sempre più terreno ai danni di quella degli intellettuali.E così Amazon, celebre piattaforma di e-commerce sulla quale è possibile spendere il Bonus cultura governativo riservato ai 18enni, pubblica «I consigli dei vip» per 18App. «Se fossi nato nel 1999 e avessi a disposizione i 500 euro del Bonus Cultura - recita il claim - da spendere in libri e musica registrata, cosa acquisteresti? Ecco la domanda che abbiamo fatto ad alcuni personaggi famosi. Lasciati ispirare dai loro libri e album del cuore».

“Se fossi nato nel 1999 e avessi a disposizione i 500 euro del Bonus Cultura da spendere in libri e musica registrata, cosa acquisteresti?”

La domanda che Amazon ha rivolto ai vip interpellati 

Generalità dei personaggi famosi in questione? Il rapper Emis Killa, il trapper Sfera Ebbasta, lo youtuber poeta canterino Francesco Sole e la band indie Lo Stato Sociale. Che non saranno Foscolo, Croce o Pasolini, a ben guardare non sono neanche Cacciari, Sorrentino o Capossela, ma andiamo comunque a guardare libri e dischi da loro proposti al pubblico target. Che, senza ombra di dubbio, li conosce e li stima più di quanto non conosca e stimi Cacciari, Sorrentino e Capossela. Facciamocene una ragione.

Emis Killa, il «mistico con la pistola»
Partiamo da Emis Killa. I suoi consigli per la lettura contemplano un classico adolescenziale come Il profeta di Khalil Gibran, Il potere di Adesso. Una guida all’illuminazione spirituale del guru tedesco Eckhart Tolle, L’istinto di morte, autobiografia del bandito francese Jacques Mesrine che ispirò i due film della serie Nemico pubblico N.1 con Vincent Cassel, La paranza dei bambini di Roberto Saviano e L’arte della guerra. Le lezioni che ho imparato dell’ex campione dei pesi massimi di pugilato Mike Tyson. Nelle scelte musicali non si trova altro che rap americano: Ready to die di Notorious Big, The Documentary di The Game, Watch the Throne di Kanye West e Jay Z, Nothing was the same di Drake e Good Kid, Mad City di Kendrick Lamar. Insomma: se lo si volesse giudicare dai gusti, il ragazzo è una specie di mistico con la pistola.

Trap... Ebbasta
Il libro di Mike Tyson rientra anche nelle preferenze di Sfera Ebbasta: l’uomo che prese a morsi l’orecchio di Holyfield deve essere una specie di maitre a penser per i rappatori. E si continua con la saggistica di genere (rap): con Can’t stop won’t stop. L’incredibile storia sociale dell’hip-hop di Jeff Chang, con Hip hop raised me. La storia del rap raccontata da un protagonista che sarebbe Dj Semtex, poi addirittura due libri in inglese che parlano di come fare i soldi e come ostentarli: da un lato Think and Grow Rich: The Original 1937 First Edition di Napoleon Hill, pioniere della saggistica sul successo personale, dall’altro The Autobiography of Gucci Mane, autobiografia del profeta della musica trap di oltreoceano che sfoggia gioielli e griffe come se non ci fosse understatement. Al pari del giovane epigono lombardo. Sul versante musicale, anche in questo caso, si svaria poco rispetto al genere: ecco i volumi I e II di Culture dei Migos, Luv Is Rage 2 di Lil Uzi Vert, Birds In The Trap Sing Mcknight di Travis Scott e Issa Album di 21 Savage. Ricapitolando: soldi, strada e hip hop. O se preferite Trap Ebbasta.

Sole, divin poeta del «Tubo»
Francesco Sole fa l’intimista, lascia prevalere l’amore, principe tra i sentimenti. E vai con la poesia (Vista con granello di sabbia del premio Nobel Wislawa Szymborska), vai con il bestseller new age (L’alchimista di Paulo Coelho), vai con le lezioni di vita che neanche Osho quello vero (Milk and honey. Parole d’amore, di dolore, di perdita e di rinascita della indo-canadese Rupi Kaur), vai col collega youtuber «artista poliedrico» (Ormai tra noi è tutto infinito di Gio Evan), vai con le pensose meditazioni del personaggio televisivo (Storia della mia ansia di Daria Bignardi). In quanto a musica, invece, Sole mischia di tutto un po’: 2640 di Francesca Michielin, A casa tutto bene di Brunori Sas, Faccio un casino di Coez, poi Divide di Ed Sheeran e Siamo solo noise di Benji e Fede. Un divin poeta del «Tubo».

L’importanza dello Stato Sociale
Vi sentite soli e incompresi, voi che avete qualche annetto in più? Tranquilli: pure noialtri. Per fortuna intervengono i ragazzi de lo Stato Sociale che - complici sempre qualche annetto in più sulla carta d’identità, la bolognesità e l’attitudine indie -ci fanno sentire meno vecchi. Al capitolo libri propongono bella roba: Alta fedeltà di Nick Hornby, Follie di Brooklyn di Paul Auster, 54 del collettivo Wu Ming, Il cardellino di Donna Tartt e Cattedrale di Raymond Carver. Quanto agli album consigliati c’è spazio per un capolavoro assoluto (Com’è profondo il mare di Lucio Dalla), un altro bolognese doc (Cesare Cremonini con l’ultima fatica discografica Possibili scenari), quindi Linton Kwesi Johnson con Bass culture, At the Drive-in con Relationship of Command e American Dream degli Lcd Soundsystem. Quando si dice l’importanza dello Stato Sociale.

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