Domenica

Roger Waters, sei volte tutto esaurito

Musica dal vivo

Roger Waters, sei volte tutto esaurito

Noi e loro: una linea di demarcazione netta a segnalare la diversità tra gli uomini e, purtroppo per gli uomini, molto spesso la contrapposizione tra l’uno e l’altro. Us and them, come l’indimenticabile ballata che anticipava la coda di The Dark Side of the Moon, album capolavoro dei Pink Floyd. O se preferite Us + Them, come il nome del tour che porta Roger Waters, bassista e ideologo dei Floyd all’apice della loro parabola artistica, a queste latitudini addirittura con sei date.
Il 17 e 18 aprile sarà al Forum di Assago, mentre il 21, 22, 24 e 25 aprile si esibirà all’Unipol Arena di Casalecchio di Reno sempre salutato dal sold out, a testimonianza dello straordinario feeling che lega il pubblico italiano al grande patrimonio floydiano e, più in particolare, all’autore di Time e Money.

Cosa vedremo sul palco? Protagonista sarà senza dubbio l’album Is this the life we really want?, uscito l’anno scorso e trovatosi al centro di una curiosa bagarre legale per la copertina con l’artista Emilio Isgrò, conclusasi bonariamente. Poi ci saranno ampi estratti dal corpus floydiano che, oltre a Dark Side, coinvolgeranno sicuramente Animals e The Wall, album cui Waters resta molto legato. Le sei tappe di aprile, in ogni caso, rappresentano soltanto un antipasto dei due maxi show che il sommo Roger terrà in estate, alle Mura Storiche di Lucca per il «Lucca Summer Festival» (11 luglio) e al Circo Massimo per il «Rock in Roma» (14 luglio).

Waters, in ogni caso, non rappresenta l’unica proposta degna di attenzione della settimana della musica dal vivo. Se amate il pop sofisticato di scuola americana, tenete d’occhio Lana Del Rey e il suo inconfondibile sound baroccheggiante. Dopo una tappa al Forum di Assago (11 aprile), sarà al Palalottomatica di Roma (13 aprile). E intanto il compositore della colonna sonora del film premio Oscar Lezioni di piano Michael Nyman porta il suo ensemble all’Officina Grandi Riparazioni di Torino. In ultimo, per gli amanti delle sperimentazioni più spinte, segnaliamo il concerto al Cinema Lumiere di Pisa di Arto Lindsay, nome nobile della scena underground newyorchese di fine anni Settanta. Che, chitarra in braccio, quarant’anni dopo ha ancora da dire la sua.

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