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Morto a 28 anni Avicii, il dj che ha fatto ballare il mondo con Levels

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IL CORPO TROVATO IN OMAN

Morto a 28 anni Avicii, il dj che ha fatto ballare il mondo con Levels

Avicii (Reuters)
Avicii (Reuters)

Il dj svedese Tim Bergling, famoso in tutto il mondo come Avicii, è stato trovato morto a Mascate, in Oman. Aveva 28 anni. Nato a Stoccolma nel 1989 ed esploso su scala internazionale con singoli come Levels, Avicii ha vinto due Mtv Music Awards, un Billboard Music Award e conquistato due nomination ai Grammy. La morte arriva a pochi giorni dalla sua nomination ai Billboard Music Award per il suo EP “Avicii (01). Alla carriera da disc jockey, che lo aveva visto collaborare con star come Robbie Williams e David Guetta, Avicii aveva aggiunto l’attività di produttore discografico.

Il suo addetto stampa negli Stati Uniti ha dato conferma del decesso, chiedendo di portare rispetto al dolore della famiglia. «La famiglia è devastata e chiedo a tutti di rispettare il loro bisogno di privacy in questo momento difficile» si legge nella nota stampa diramata oggi. Al momento non sono emerse possibile cause della morte e non sono stati aggiunti dettagli sull’accaduto.

Aveva interrotto i live nel 2016
Il dj aveva sospeso l’attività live nel 2016, a causa di «problemi di salute». Secondo il portale Vanity, fra i primi a dare la notizia, l’artista soffriva di problemi cardiaci e di pancreatite acuta, in parte per abuso di alcool. Cresciuto nella capitale svedese, Bergling (il suo vero cognome) aveva esordito in console negli anni dell’adolescenza, registrando il primo singolo nel 2007. Il nome Avicii, ispirato alla dottrina buddista, viene scelto per evitare l’omonimia con un altro Tim Bergling iscritto a MySpace. Nel 2010 firma il suo primo contratto con la Emi, un anno dopo Levels (reso graficamante come Le7els) gli vale un Grammy e la consacrazione globale. Arrivano le collaborazioni importanti, come quella con il collega francese David Guetta, mentre nel 2013 è tempo del primo album a tutti gli effetti: True. La crescita della popolarità va in direzione opposta, però, al suo stato di salute. Nel 2014 viene ricoverato, due anni dopo dà l’addio al palcoscenico. Nel comunicato per annunciare il ritiro dalle esibizioni dal vivo, Avicii scriveva così: «Raggiungiamo tutti un punto nella nostra vita e nelle nostre carriere in cui capiamo che cosa conta di più per noi. Per me è creare musica. È quello per cui vivo, quello che sono nato per fare. L’anno scorso ho abbandonato le performance live e molti di voi hanno pensato che fosse finita. Ma la fine dei live non ha mai significato la fine di Avicii o della mia musica. Invece, sono tornato nel posto dove tutto aveva senso - lo studio».

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