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Democrazie fragili in Occidente

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L'Analisi|Economia e Società

Democrazie fragili in Occidente

Non c’ monumento negli Stati Uniti che non abbia sul frontone elogi ai padri fondatori del Paese e alla grande democrazia americana. Celebre citazioni decorano anche il molo da cui partono i traghetti che nella baia di New York collegano Battery Park a Ellis Island e alla Statua della Libert. In questi giorni, il contrasto con i libri in libreria non potrebbe essere pi evidente. Numerosi sono i volumi dedicati alla crisi della democrazia negli Stati Uniti, e pi in generale nel mondo occidentale. Sotto al microscopio il concetto di democrazia illiberale.

La lista solo indicativa: The People vs Democracy: Why Freedom is In Danger and How to Save It, di Yascha Mounk; Anti-pluralism: The Populist Threat to Liberal Democracy, di William Galston; The Road to Unfreedom: Russia, Europe, America, di Timothy Snider. In particolare nel volume How Democracies Die, due professori di Harvard, Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, hanno il merito di fare una analisi accurata di come ai loro occhi muoia oggigiorno una democrazia. Il tema attuale: la crisi scoppiata nel 2007-2008 stata successivamente economica e sociale, e sta oggi mettendo a rischio le istituzioni democratiche di molti Paesi.

Secondo una recente ricerca della Bertelsmann Stiftung, l’indice mondiale sulla qualit della democrazia sceso ai minimi da 12 anni. Mentre durante la Guerra Fredda, il regime democratico – tre volte su quattro – cadeva dopo un colpo di Stato, oggi la deriva lenta, graduale: Le democrazie possono morire non per mano di generali, ma di leader eletti democraticamente, avvertono i due professori. Lo sguardo corre a Viktor Orbn in Ungheria, Vladimir Putin in Russia, Recep Tayyip Erdogan in Turchia. Peraltro, la storia non priva di esempi di dittatori arrivati al potere con l’aiuto dei partiti tradizionali.

Benito Mussolini giunse al governo con l’aiuto di Giovanni Giolitti, che nell’accogliere il partito fascista tra i moderati dette al Duce rispettabilit politica. Lo stesso avvenne qualche anno dopo in Germania: Adolf Hitler si insedi alla Cancelleria grazie all’appoggio dell’establishment conservatore. Disse ai tempi Franz von Papen: Lo abbiamo assunto alle nostre dipendenze (…) Nel giro di due mesi lo avremo spinto cos tanto nell’angolo che striller. Ad altri livelli, seguirono Getlio Vargas in Brasile sempre negli anni 30 e poi negli anni 50, Alberto Fujimori in Per negli anni 80, Hugo Chvez in Venezuela negli anni 90. Ma come valutare se un leader autoritario e illiberale? Quattro sono i criteri, secondo Levitsky e Ziblatt: un impegno limitato al rispetto delle regole, il rifiuto di legittimare i propri avversari politici, la tolleranza o l’incoraggamento alla violenza, e la tendenza a limitare i diritti civili degli oppositori o della stampa. In molti casi, l’uomo forte modificher le leggi, in particolare quella elettorale, a suo vantaggio (a questo proposito, in Francia l’idea del presidente Emmanuel Macron di limitare il diritto dei parlamentari di emendare proposte legislative ha suscitato non poche emozioni). Il libro di Steven Levitsky e Daniel Ziblatt si rivela particolarmente efficace quando analizza la situazione americana.

I due autori fanno risalire l’arrivo al potere di Donald Trump al 1972, quando i due partiti decisero di affidare la selezione dei candidati alle presidenziali nelle primarie direttamente agli elettori, senza il filtro dei delegati. Paradossalmente l’obiettivo era meritevole: rispondere alle proteste contro la guerra in Vietnam iniettando pi democrazia nel processo decisionale di Democratici e Repubblicani. Pi in generale, gli autori notano che due elementi sono venuti meno nella vita politica oltre-Atlantico: la tolleranza reciproca e il controllo istituzionale.

Purtroppo, How Democracies Die trascura di spiegare le cause del nuovo estremismo e di analizzare il ruolo di Internet nella crisi della democrazia rappresentativa, che deve fare i conti con il plebiscito permanente delle reti sociali (la citazione dell’ex governatore della Bundesbank Hans Tietmeyer che la usava negli anni 90 per parlare del controllo dei mercati finanziari sui governi europei). Tuttavia, il libro offre spunti di riflessione che un lettore italiano non potr fare a meno di considerare istruttivi.

Steven Levitsky e Daniel Ziblatt, How Democracies Die, Crown, New York, pagg. 312, $ 15,60

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