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Il coraggio di essere dandy

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LETTERATURA

Il coraggio di essere dandy

Sogno di bellezza e di armonia.  Nana ,di douard Manet, 1877, Hamburger Kunsthalle, Amburgo.
Sogno di bellezza e di armonia. Nana ,di douard Manet, 1877, Hamburger Kunsthalle, Amburgo.

Per tutti gli anni della mia triste giovinezza, Huysmans stato per me un compagno, un amico fedele; non ho mai dubitato di lui, non sono mai stato tentato di abbandonarlo, scrive Michel Houellebecq nel suo ultimo libro, Sottomissione, in cui quest’autore disgustato dalla vita riaffiora senza sosta. Per un’ironia della sorte, proprio Huysmans, cos refrattario ai successi consacrati e ai ribellismi ostentati, stato riportato alla ribalta da un bestseller, mentre in Italia, nel 2017, a 110 anni dalla morte, il suo ritorno sembrato circoscritto ai piccoli editori.

Gli esordi di Joris-Karl Huysmans (1848-1907) erano stati difficili. Hetzel, l’editore di Jules Verne, a cui aveva proposto le sue prima pagine, le aveva respinte. Ma, intuendone il potenziale eversivo, gli aveva chiesto se aveva l'intenzione di rifare la Comune di Parigi insorgendo contro la lingua francese.

Dopo avere pubblicato a proprie spese libri passati sostanzialmente inosservati, Huysmans aveva creato un personaggio che con nomi diversi avrebbe echeggiato la sua avventura esistenziale. Sempre teso e diffidente, Huysmans si dedicava a smascherare l’ottusit della societ di massa e l’illusoriet delle sue soddisfazioni. La repulsione per la volgarit e l’orrore della banalit erano le sue stelle polari. Modesto impiegato in un ministero, aveva sofferto pi intensamente dei suoi colleghi naturalisti della mediocrit inesorabile della vita moderna. Per il disgusto generava un’ironia che non si limitava a sezionare la realt, ma si trasformava in uno strumento di sopravvivenza. Tutto quello che rivoltava i suoi sensi eccitava il suo genio, spiega Paul Valry. Succede solo il peggio!, il grido del piccolo borghese Folantin, protagonista di Nella corrente, arriva fino ad oggi.

Ma il suo pessimismo si estendeva anche ai minuti eventi della quotidianit. La “legge di Huysmans”, come la chiamavano gli amici, faceva s che le sue previsioni negative si avverassero regolarmente.

La libert con cui si misurava con le opere d’arte contemporanee era sorprendente. L’ossessione per il cibo, patita nelle trattorie economiche, poteva spingerlo a paragonare l’incarnato di un modello di Manet a un formaggio molle. Mentre la sua “Nana” lo induceva ad analizzare il guardaroba femminile. L’aristocrazia del vizio oggi si riconosce dalla biancheria, ma la vera opulenza esplode pi nei pizzi delle camicette e nelle calze... che negli abiti pieni di fronzoli…. la seta il marchio di fabbrica delle cortigiane che si affittano a caro prezzo.

Aveva sempre un’aria tesa e guardinga. Impegnato nel suo duello all’ultimo sangue con la volgarit, non tentava nemmeno di simulare l’obiettivit nei suoi giudizi. Inseriva nel suo linguaggio prezioso termini polari ed espressioni oscene, qualsiasi cosa pur di lacerare il velo pesante dell’illusione sotto cui la societ nascondeva la sua mediocrit. Niente era troppo duro per lui. Il palazzo dell’Exposition Universelle era pesante e vistoso, enfatico e meschino, uno scafandro gigante, un’ignobile ferraglia dipinta di cioccolato spalmabile. La Tour Eiffel era di una bruttezza sconcertante.

Huysmans ha un’aria distinta, ammetteva la principessa Mathilde, ma lo scrittore non aveva la minima ambizione mondana e i salotti gli sembravano solo una perdita di tempo.

Tuttavia anche lui, come in seguito molti altri romanzieri, da Proust a D’Annunzio, era stato affascinato dall'assoluta distinzione di un giovane aristocratico, Robert de Montesquiou. A parlargliene era stato un poeta, Stphane Mallarm, anche lui oppresso dalla contraddizione tra la modestia del suo reddito e la raffinatezza delle sue aspirazioni. Discendente da Clodoveo, Montesquiou era un dandy riservato e colto. A casa sua molle nascoste di porte invisibili avevano sostituito le volgari maniglie conferendo un tono fiabesco all’eccentrica eleganza dell’arredamento. Le sfumature imprevedibili dei suoi abiti, l’uso audace di un mazzolino di violette al posto della cravatta avevano colpito quell'esploratore della bruttezza. Era nato cos Controcorrente, il romanzo che sarebbe diventato il breviario del decadentismo. Pensavo a un Folantin pi istruito, raffinato e ricco che ha scoperto nell’artificio un diversivo al disgusto che gli ispirano le noie della vita e i costumi americani del suo tempo. Non poteva prevedere il successo della storia di quel dandy rifugiato in una dimora di campagna da cui era bandita ogni volgarit . Pensavo di scrivere per dieci persone… con mia grande sorpresa successo che migliaia di persone si trovassero in uno stato d’animo analogo al mio.

Questa frase proviene da un inedito di una lucidit straordinaria (gi citato sul Sole 24 Ore nel 2007), il n. 263 degli Hommes d’aujourd’hui, una serie riservata alle celebrit dell’epoca. Solo che l'intervista a quel “misantropo inacidito” era stata scritta da Huysmans che l’aveva firmata col nome di una sartina di “una bruttezza provocante”, la sua amante, Anne Meunier. Ne approfittava per regolare i conti con la stupidit dei giornalisti e la noiosit degli scrittori. Ma anche per enunciare i suoi debiti stilistici con i fratelli Goncourt e l’eccessiva somiglianza dei protagonisti dei suoi libri con il loro creatore.

Il soprannaturale si era affacciato nella sua esistenza prima con lo spiritismo e poi con il satanismo. In una seduta tenutasi a casa sua venne evocato il generale Boulanger, suicidatosi dopo un colpo di stato fallito. Prima il tavolino “parlante” era volato via attraverso la porta in preda a un’agitazione forsennata. Poi lo spirito aveva ingiunto di spegnere le luci e chiudere le tende. Quando per era apparso il fantasma del generale, lo scrittore non aveva voluto sentire ragioni e si era precipitato a prendere una lampada per dissipare l’inquietante apparizione. Non mi piacciono le visite che si annunciano in modo cos rumoroso.

Aveva assistito a una messa nera, ma quando glielo chiedevano cambiava argomento. Aveva cominciato a lavorare su un libro difficile, L’abisso, dove il suo eroe, Durtal, esplorava quel mondo sacrilego, scandito da riti segreti, osceni e crudeli. Voglio dimostrare che tutte le teorie materialiste sono false, che il diavolo esiste e che la sua potenza dal Medioevo non spenta. L’audacia delle sue descrizioni avevano attirato sul libro un grande successo. Ma l’incontro con l’abate Mugnier, prediletto dall’alta societ e dagli scrittori per il suo spirito e la sua cultura, l’aveva spinto con gran stupore di tutti verso la conversione. Si era sparsa la voce che ormai lo si poteva trovare in chiesa assorto nel messale. Ma c’era chi si chiedeva se la sua conversione non fosse solo un grande scherzo per avere la soddisfazione di contemplare col suo “sorriso mefistofelico” lo stupore degli ingenui che ci erano caduti.

A chi veniva a trovarlo nella casupola dal tetto d’ardesia di fronte all’abbazia di Ligug spiegava, con lo stesso tono tranquillo che usava al ministero, che lui era soltanto un oblato. Che cio, si era impegnato a fare la vita casta di un uomo devoto e timorato di Dio e, tranne per la clausura e l’abito, condivideva la vita dei monaci benedettini.

Ma non si trattava soltanto di quello, c’era un’altra cosa che lo scrittore non riusciva ad accettare, la subordinazione di ogni scritto all’imprimatur del vescovo. Non mi sembra possibile… Mi sentirei a disagio. Non aveva nostalgia della citt. Di Parigi rimpiango solo le rive della Senna dove ci sono i venditori di vecchi libri…. Frugare nelle loro bancarelle, s, questo lo rimpiango, lo ammetto.

Joris-Karl Huysmans, Nella Corrente,
trad. S.Lanuzza, Edizioni Clichy, Firenze, pagg. 120, € 8,00.

Soltanto qualcuno, trad. E. Ortoleva, Lindau, Torino, pagg. 176 , € 17,00.

L’abisso, trad. A. Galli Zugaro, Lindau, Torino, pagg. 330, € 24,00.

Zaino in spalla, trad. G. Segre Giorgi, Lindau, Torino, pagg 48, € 8,00.

Oeuvres compltes, t.I 1867-1879, Classiques Garnier, pagg.1381, € 69.

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