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Addio a Ermanno Olmi, ha fatto scuola con l’Albero degli zoccoli

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il regista aveva 86 anni

Addio a Ermanno Olmi, ha fatto scuola con l’Albero degli zoccoli

  • – di Redazione Online

È morto ad Asiago il regista Ermanno Olmi. Aveva 86 anni, era nato il 24 luglio 1931 a Bergamo. Regista autodidatta, pioniere nel campo del documentario, creatore di un linguaggio personale fin da opere come «Il tempo si è fermato», «I recuperanti» e «la Circostanza». I funerali si terrano in forma privata, gli sono stati vicino fino all'ultimo i figli Andrea e Fabio e la moglie Loredana. Molti i messaggi di cordoglio dal mondo della cultura e della politica.

Trait d’union della sua lunga e variegata produzione è il rigore del racconto che accomuna tutti i suoi film come il bellissimo del 2001 «Il mestiere delle armi» o il più recente «Il villaggio di cartone» del 2011, la storia di un parroco e il personale occhio di Olmi per il dramma dei migranti, questione su cui non poteva rimanere in silenzio.

E la tensione fra chiusura e apertura, villaggio e mondo è sottesa a tanta opera di Olmi che ha il suo celebre culmine ne L’albero degli zoccoli, Palma d’Oro al Festival di Cannes nel 1978. In quell’anno, periodo politico militante e teso, Olmi fa la singolare scelta di girare un film tutto in dialetto bergamasco con contadini veri, di raccontare un luogo preciso, un piccolo paese in un momento lontano, nell’Ottocento, nella lingua della sua infanzia incomprensibile ai più - impossibile seguirlo senza sottotitoli in italiano. Scelta difficile e vincente oltre forse le aspettative. Il film raggiunge il successo in Francia e in America ed ottiene riconoscimenti e premi fino a diventare punto di riferimento per un certo modo di raccontare e un certo cinema che terrà a mente l’Albero degli zoccoli come esempio. Fra gli allievi di Olmi, anche Giorgio Diritti, che nel 2007 realizza Il vento fa il suo giro, piccolo film di un certo successo che si ispira al capolavoro del suo maestro.

Nel 1983 con il racconto religioso dei Magi in «Cammina Cammina» Olmi si affida ancora una volta ad attori non professionisti per affrontare un altro aspetto della sua personalità e della sua formazione, la sua fede. E dalla fede riparte per «La leggenda del Santo bevitore» tratto dal racconto autobiografico di Joseph Roth. con cui Olmi vince il Leone d’Oro a Venezia nel 1988.

Quando Ermanno Olmi ci raccontava la Grande Guerra

«Con Ermanno Olmi perdiamo un maestro del cinema e un grande esempio di cultura e di vita. Il suo sguardo incantato ci ha raccontato e fatto capire le radici del nostro paese» scrive su Twitter il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni.

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