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«Il dubbio», dramma morale che appassiona

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«Il dubbio», dramma morale che appassiona

Immagine dal film «Il dubbio – Un caso di coscienza», film iraniano
Immagine dal film «Il dubbio – Un caso di coscienza», film iraniano

Dopo aver convinto alla Mostra di Venezia 2017, esce nelle nostre sale «Il dubbio – Un caso di coscienza», film iraniano premiato nella sezione Orizzonti della kermesse lagunare con i riconoscimenti di miglior regista e miglior attore.
Diretto da Vahid Jalilvand, alla sua opera seconda dopo «Un mercoledì di maggio» del 2015, il film ha come protagonista il dottor Nariman, un medico legale virtuoso e di solidi principi, che una sera investe accidentalmente una famiglia che viaggia in moto. Nell'incidente rimane ferito un bambino di otto anni, ma in apparenza non ci sono conseguenze e i genitori rifiutano di farlo andare in ospedale per un controllo. Poche ore dopo il dottor Nariman scopre che il cadavere dello stesso bambino è arrivato nella clinica in cui lavora: la diagnosi parla di un avvelenamento, ma il medico ha il dubbio che la morte sia stata causata dall'incidente.
«Il dubbio – Un caso di coscienza» è un interessante dramma morale che segue la scia di tanti altri film iraniani che ragionano con forza sul tema della verità, della menzogna e dei diversi punti di vista su uno stesso avvenimento (può venire in mente il celebre «Una separazione» di Asghar Farhadi, ma i possibili collegamenti sono numerosi).
Conta soprattutto la sceneggiatura (scritta dal regista insieme ad Ali Zarnegar) in questo lungometraggio capace di coinvolgere e di far sentire allo spettatore le controverse emozioni vissute dai personaggi in scena, scritti con buona cura e interpretati efficacemente da un cast complessivamente molto intenso.
La messinscena è forse troppo didascalica e non rischia poi molto, ma il ritmo si mantiene comunque buono (fatta eccezione per qualche ridondanza nella parte centrale) e l'interesse per come andrà a finire la vicenda si conserva abbastanza alto fino alla fine.

Toni molto diversi sono quelli di «Tonno spiaggiato» di Matteo Martinez, film comico italiano con protagonista Frank Matano.
L'attore interpreta Francesco, un ragazzo disposto a tutto pur di riconquistare la sua ex fidanzata. Dopo una serie di fallimenti, tenterà un'ultima strada: uccidere un membro della famiglia della ragazza per poterla riconquistare durante il funerale…
Dopo il ruolo da co-protagonista in «Sono tornato» di Luca Miniero, uscito pochi mesi fa, il comico e youtuber Frank Matano prende la scena tutta per sé in questa commedia surreale e priva di ogni verosimiglianza.
Al di là di qualche spunto curioso, però, il film è davvero di scarsa fattura, vittima di gag che faticano anche a far sorridere e di un'estrema prolissità complessiva, che limita il divertimento e fa aumentare la noia.

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