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La passione di Rodin per la statuaria greca

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La passione di Rodin per la statuaria greca

Una mostra che rivela la passione più duratura e autentica di Auguste Rodin: l'amore per la scultura classica greca e l'ammirazione sconfinata per Fidia. Lo scultore francese aveva già 40 anni ed era celebre quando nel 1881 visitò per la prima volta il British Museum e vide i marmi del Partenone dal vero. Le foto e le copie in gesso a lungo studiate a Parigi non potevano rendere l'idea. Fu un colpo di fulmine che si trasformò nell'amore di tutta una vita.
L'instancabile scultore francese passò giornate intere a disegnare i marmi del Partenone, studiando ogni dettaglio per poi utilizzarlo trasformato e rivisto nelle sue opere. Non fece mai neanche una copia delle statue, perché era ispirazione, non imitazione, che cercava.

“Rodin and the art of ancient Greece”, al British Museum, racconta questa storia abbinando le sculture greche più ammirate da Rodin con le opere poi da lui create, invitando confronti, illustrando le somiglianze e le divergenze, sottolineando le fonti di ispirazione.
Perfino la nota predilezione di Rodin per le opere incomplete può essere spiegata con il suo amore per i frammenti greci, che dimostravano come un volto, un braccio, anche solo un piede possano essere più espressivi di una statua intera.
“Seguo la mia immaginazione e il mio personale senso della composizione e del movimento”, disse Rodin, ma sapeva che questo senso era stato nutrito, indirizzato e ispirato dai drappeggi delle dee, dal galoppo dei cavalli, dai guizzi dei muscoli dei guerrieri. “Le sculture dell'antica Grecia restano i miei maestri,” ammise. Il suo genio fu la capacità di trasformare l'arte classica del mondo antico in un'arte dinamica per il mondo moderno.
La collaborazione tra il museo londinese e il Musée Rodin di Parigi permette di vedere 80 capolavori dello scultore francese accanto ai frammenti del Partenone, per l'occasione trasferiti dalla sala dove sono abitualmente in mostra e sistemati più in basso del solito, a un'altezza che permette di osservarli meglio in tutto il loro stupefacente dinamismo.

La lunga, immensa galleria, ispirata dallo studio di Rodin a Meudon, fuori da Parigi, dove teneva la sua collezione di statue antiche, permette un colpo d'occhio sulle opere in mostra. La prima statua è Pallade con il Partenone, il busto della dea Atena, santa patrona della scultura, con in testa un mini-tempio, l'ultima la modernissima Uomo che cammina, una figura colta a metà falcata. L'assenza di una testa concentra l'attenzione ancora di più sul movimento.
Il celebre Bacio del 1882 è situato accanto alle due dee del frontone orientale del Partenone, l'ispirazione per la scelta di fondere due figure in una sola. L'altrettanto celebre Pensatore china la testa sul pugno non per riflettere come si è sempre creduto, suggerisce la mostra, ma perché è piegato dal dolore. La sua è infatti la tipica posa che indicava il lutto nelle statue ateniesi. Il dialogo tra le statue antiche e moderne è intenso e rivelatore.
Dopo la prima visita del 1881 Rodin tornò numerose volte a visitare Londra e il British Museum, sempre studiando e disegnando i marmi greci, sempre fedele alla sua passione, fino alla morte nel 1917.
Rodin and the art of ancient Greece
Fino al 29 luglio 2018
British Museum, Londra
www.britishmuseum.org

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