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Potentissimo il sudcoreano «Burning», un film da premiare

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festival di cannes

Potentissimo il sudcoreano «Burning», un film da premiare

Burning
Burning

Lee Chang-dong punta alla Palma d'oro con «Burning», uno dei film più potenti visti all’interno del concorso del Festival di Cannes di quest'anno.
Tra i registi più importanti del cinema asiatico contemporaneo, il sudcoreano Lee Chang-dong torna sulla Croisette otto anni dopo il toccante «Poetry», film che venne premiato per la miglior sceneggiatura.

Il protagonista di «Burning» è Jong-soo, un ragazzo che ritrova casualmente dopo moltissimi anni una sua coetanea, Hae-mi, che viveva nel suo quartiere quando erano bambini. I due si frequentano per qualche giorno, prima che Hae-mi parta per l'Africa. Al suo ritorno Jong-soo avrà una sorpresa: in aeroporto la ragazza non arriva da sola, ma con un misterioso amico conosciuto durante il viaggio.

Burning

Tratto da un racconto di Haruki Murakami, «Burning» è un film che affascina, scuote ed emoziona per l'ottimo stile con cui è girato.
Lee Chang-dong regala sequenze indimenticabili (a partire da una lunga scena al crepuscolo) all'interno di una narrazione in cui la tensione si mantiene altissima dall'inizio alla fine, nonostante i circa 150 minuti di durata.

Quello che viene messo in scena è un profondo racconto morale, che parte da tre personaggi per estendere ed ampliare le riflessioni alla Corea del Sud, alle relazioni umane e alle differenziazioni sociali.

Anche il buon lavoro del cast contribuisce a dare vita a un lungometraggio praticamente impeccabile, tra i più intensi visti sul grande schermo negli ultimi tempi.

Il cinema dell'Estremo Oriente, però, è protagonista anche lontano dalle luci dei riflettori della competizione principale: alla Quinzaine des Réalisateurs si segnala, infatti, «Mirai» di Mamoru Hosoda, film giapponese d'animazione che è riuscito a toccare corde profondissime.

Mirai

Al centro della trama c'è un bambino che soffre per la nascita di una sorellina che sposta verso di lei tutte le attenzioni dei genitori. Il giardino dell'abitazione in cui il piccolo vive, però, è un luogo magico dove è possibile viaggiare nel tempo: quando incontrerà la sorella cresciuta, inizierà a ricredersi sul loro rapporto.
Toccante pellicola dal sapore fiabesco, «Mirai» è un bel racconto di formazione che alterna toni più leggeri ad altri decisamente malinconici.

Mirai

Il film cresce alla distanza grazie a una seconda parte sempre più incisiva e capace di sorprendere per le mirabili sequenze realizzate da Hosoda: l'apparato estetico è efficace, ma ancora più notevole è il modo in cui il regista giapponese descrive i rapporti umani, riuscendo anche a commuovere in diversi passaggi.
Gli appassionati d’animazione nipponica non possono lasciarselo scappare appena ne avranno occasione.

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