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I troppi mulini a vento di Don Chisciotte. Delude la chiusura del festival…

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cinema

I troppi mulini a vento di Don Chisciotte. Delude la chiusura del festival di Cannes

Una lunga scritta anticipa la prima scena del film The Man Who Killed Don Quixote di Terry Gilliam, fuori concorso e pellicola conclusiva della 71esima edizione del festival di Cannes. Questa scritta ha di per sé un carattere ancora più epico della storia narrata nel film: è infatti il risultato di una contesa giudiziaria tra l'autore e il produttore Paulo Branco dell'Alfama Films. Questi ultimi hanno cercato di proibire per una disputa finanziaria la proiezione di Quixote sulla Croisette, poi autorizzata eccezionalmente dalla Corte.

E la prima risata è già strappata. La seconda arriva dopo poco, quando Don Chisciotte (Jonathan Pryce) nell'affrontare una pala del mulino a vento, che ha scambiato per un gigante, viene lasciato sospeso nel vuoto dal regista Toby (Adam Driver), completamente scontento della scena. Toby è in difficoltà creativa e con il suo produttore (Stellan Skarsgård), la cui bella moglie, Olga Kurylenko, ha per il regista una simpatia eccessiva. Durante una cena Toby scopre che un gitano sta vendendo una copia pirata di una sua prima pellicola, realizzata in gioventù, in un villaggio spagnolo proprio su Don Chisciotte. Nel piccolo film a rivestire i panni del cavaliere errante è il calzolaio; al suo fianco, nel ruolo di Dulcinea, Angelica (Joana Ribeiro), figlia del nerboruto e gelosissimo barista del posto.

La visione di questa opera giovanile induce Toby a tornare nel villaggio dove era stato girato il film. Qui capisce che il suo passaggio ha cambiato le vite dei paesani, portando morte, pazzia e perdizione. Comincia dunque una girandola di scene e di situazioni al limite tra il sogno e la follia, che fa riflettere Toby sul suo egoismo e sulla sua vigliaccheria. Si realizzano situazioni assai aggrovigliate e confuse - dove si mescola lo strapotere economico di un oligarca russo, il terrorismo, la persecuzione nei secoli degli islamici e degli ebrei - e gag alla Monty Python sthyle.

Il tutto è un ottimo banco di prova per la recitazione degli attori, che ne escono bene, ma la trama progressivamente si sfilaccia e crea una confusione che e' coerente, solo a volte, al progetto riprodurre il sogno o l'incubo e alla fine si trasforma in un bubbone che avrebbe senza dubbio avuto bisogno di forbici. The Man Who Killed Don Quixote sembra quasi un meta film in cui il regista identifica con quelle di don Chisciotte le sue traversie per realizzare questa pellicola, iniziata nel 1989, come mostra il documentario Lost in La Mancha del 2002 firmato dallo stesso Gialliam.

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