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Le avventure del giovane Han Solo nel nuovo film di «Star Wars»

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Le avventure del giovane Han Solo nel nuovo film di «Star Wars»

«Solo: A Star Wars Story»
«Solo: A Star Wars Story»

«Ti piaccio perché sono una canaglia: non ci sono canaglie nella tua vita»: è una delle tante citazioni pronunciate da Harrison Ford nei panni di Han Solo, uno dei personaggi più amati della saga di «Star Wars».
Ora i tanti fan del più celebre franchise fantascientifico della storia del cinema potranno conoscere la giovinezza del personaggio, in uno spin-off intitolato «Solo: A Star Wars Story», una delle novità più attese del weekend in sala.
Ambientato diversi anni prima dei fatti avvenuti nel primo capitolo della saga, «Star Wars ep. IV – Una nuova speranza» del 1977, il film vede protagonista Alden Ehrenreich nei panni del giovane Solo, uno scaltro contrabbandiere spaziale che si prepara a vivere un'avventura ricca di insidie.
È un progetto che ha avuto una lavorazione travagliata «Solo: A Star Wars Story», film in cui il regista Ron Howard è stato chiamato a sostituire Phil Lord e Chris Miller, coloro che dovevano dirigere il progetto e che sono stati licenziati dai produttori a riprese già iniziate.

«Solo: A Star Wars Story»

Questi imprevisti hanno probabilmente influenzato la resa di un lungometraggio che funziona a metà, spesso sfilacciato nella sceneggiatura e vittima di colpi di scena ampiamente prevedibili.
Non mancano momenti altamente spettacolari (la sequenza del treno, in primis), ma si perdono in un copione poco avvincente e caratterizzato da tanti passaggi narrativi scritti senza troppa cura.

I fan della saga potranno comunque divertirsi con alcuni momenti da ricordare: dal primo incontro tra Han Solo e Chewbacca al rapporto tra il protagonista e Lando Calrissian, qui interpretato da Danny Glover.
Tra i limiti principali della pellicola, però, c'è soprattutto un cast poco all'altezza, a partire da un attore principale che ha ben poco del carisma che Harrison Ford trasmetteva al personaggio di Solo.

«Montparnasse femminile singolare»

Da segnalare tra le uscite in sala anche il francese «Montparnasse femminile singolare», opera prima di Léonor Serraille.
Al centro c'è Paula, una trentenne appena tornata a vivere a Parigi dopo una lunga assenza. Dopo un periodo non semplice, la ragazza cercherà di ricominciare tutto daccapo, anche se sarà più complesso del previsto.
Interessante indagine al femminile, il film punta soprattutto su una protagonista credibile, insicura ma decisa a ritrovare se stessa dopo essere stata abbandonata dal fidanzato e da altre figure di riferimento della sua vita.

In alcuni momenti lo stile è un po' acerbo, ma in altri l'esordiente Léonor Serraille dimostra buona maturità narrativa e il film scorre senza grandi intoppi.
Positiva prova anche dell'attrice principale, Laetitia Dosch.

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