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I ventenni di Paolo Giordano che divorano il cielo

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I ventenni di Paolo Giordano che divorano il cielo

Ci sono personaggi di romanzi che più di altri restano incollati al lettore. È quello che accade con i protagonisti di “Divorare il cielo” (Einaudi), il nuovo romanzo di Paolo Giordano. Ma, a quanto pare, è quello che è successo anche allo scrittore. «Di solito arrivo alla fine di un libro con un certo senso di liberazione -racconta Giordano a Radio 24-. Questa è la prima volta in cui ho avuto un lungo periodo di smarrimento, una nostalgia dei personaggi e del loro mondo. Li ho sognati spesso e nel sogno la storia è andata avanti».

A dieci anni di distanza dalla sua opera prima, il best seller “La solitudine dei numeri primi”, lo scrittore torinese torna a parlare di adolescenza, o meglio dei vent'anni, l'età in cui ancora tutto è possibile e si ha voglia di credere in forti ideali.

«Dopo La solitudine dei numeri primi mi ero imposto un tabù sull'adolescenza, mi ero costretto a non tornarci più come narratore -dice Giordano-. Con gli anni, però, mi sono accorto che in quel primo romanzo mancava l’aspetto della tracotanza, l'adolescenza come fenomeno dirompente che distrugge per creare altro. Quello che mi spinge a scrivere ancora di adolescenti è quel surplus di energia vitale che si ha a quell'età. E non penso che sia finita qui».

Paolo Giordano fa, dunque, intuire che tornerà a raccontare storie di giovani. L'adolescenza come nocciolo duro della sua narrazione. «Cerco però di non interrogarmi troppo su quale sia la natura di questo centro -dice Giordano- perché ho paura che nello svelarla troppo a me stesso possa anche disinnescarla».

La storia di “Divorare il cielo” è ambientata in Puglia, in un piccolo paese, dove Bern, Nicola e Tommaso vivono sotto lo stesso tetto, guidati da Cesare a capo di una casa famiglia che somiglia più a una comunità religiosa. I ragazzi non vanno a scuola (è Cesare a occuparsi della loro istruzione), pregano diverse volte al giorno, sono costretti a fare una cerimonia di sepoltura anche se uccidono una mosca. Una figura carismatica, quella di Cesare, che crea nel lettore un senso di oppressione e una leggera inquietudine. «Cesare è un personaggio che ha le sue ombre - dice Paolo Giordano- ma è anche un padre». Potere carismatico che torna nel personaggio del giovane Danco, leader della comunità di agricoltura sostenibile che verrà fondata dai giovani nella masseria. «È una ricerca mia, personale -ammette Giordano-. Ho sempre cercato una figura di riferimento che mi potesse traghettare verso una consapevolezza successiva. Questa ricerca di maestri era bulimica a vent'anni. Ma non riguarda solo me. Riguarda un po' tutto l'oggi. Abbiamo nostalgia di autorevolezza, di paterno, di guida».

In questo contesto di educazione religiosa Bern, affascinato da alcune letture sull'anarchia, mostra la sua ribellione come attacco a Dio. “Noi dobbiamo divorarlo il cielo” dice Bern nel romanzo, aggiungendo: “Non ero io a non riuscire a pregare, non ero io a sbagliarmi. Dio è un'invenzione banale”.

Alla distruzione del modello imposto da Cesare, segue la nascita della comune con il sesso promiscuo, l’assenza di proprietà privata, la vita frugale. Quasi un'eco degli anni 70 anche se parliamo di fatti che si svolgono alla fine degli anni 90. «Forse c'è nostalgia di esperienze comuni, di famiglia -dice lo scrittore torinese-. Mi rendo conto che è un tema ricorrente nei miei libri». Il filo conduttore delle vicende che si snodano in 430 pagine è la storia d'amore fra Bern e Teresa, un amore passionale e travolgente che si scontra con la difficoltà di avere figli. «Bern è il cuore inconoscibile di questo romanzo -dice Giordano-. Per questo ho deciso di raccontarlo attraverso gli occhi di chi lo ama, ossia Teresa e il fratello acquisito Tommaso. Le due versioni a volte non corrispondono ed è questa la cosa che mi piaceva indagare. Le storie d'amore, i matrimoni, sono pieni di zone buie in cui non riusciamo a vedere l'altro, non sappiamo chi è, ma spesso facciamo finta che queste zone non ci siano».

Con “Divorare il cielo” Paolo Giordano si conferma un ottimo scrittore con la capacità di mettere a fuoco le contraddizioni, soprattutto quelle dei vent'anni. Un romanzo su fallimento, disillusione, segreti e gelosie che sono destinate a deflagrare, con un finale che getta luce sulle pagine precedenti.

Alessandra Tedesco conduce su Radio 24 il programma “Il Cacciatore di libri”, ogni sabato alle 6,30 e alle 22

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