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«Big Fish & Begonia», fantasy visionario per tutta la famiglia

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Cinema

«Big Fish & Begonia», fantasy visionario per tutta la famiglia

Il cinema d'animazione è ancora protagonista nelle nostre sale: dopo il giapponese «Mary e il Fiore della Strega», uscito la scorsa settimana, questo weekend propone, tra le novità più attese, il film cinese «Big Fish & Begonia».
Al centro della storia c'è Chun, in apparenza una ragazza qualunque, che appartiene però a un mondo parallelo a quello degli esseri umani. Quando i giovani di questa particolare comunità raggiungono la soglia dei sedici anni, vengono trasformati in delfini rossi per esplorare il mare e il mondo degli uomini. Per Chun è arrivato il momento di intraprendere questo viaggio.
Opera prima dei due registi Liang Xuan e Zhang Chun, «Big Fish & Begonia» è un prodotto di grande fascino, che può ricordare diversi altri lungometraggi occidentali come «La sirenetta» della Disney o «La canzone del mare» dell'irlandese Tomm Moore.

Il film, però, guarda soprattutto alla tradizione dell'animazione nipponica, territorio (quello animato) su cui la Cina sta crescendo parecchio negli ultimi anni: questo film ne è l'ennesima dimostrazione.
Nonostante qualche spunto possa sapere di già visto, la pellicola ha una sua personalità e riesce a sorprendere e a toccare corde molto profonde, alternando sequenze malinconiche e romantiche, contenuti importanti e un'estetica di pregevole fattura.
Ciò che colpisce in particolare sono gli ottimi disegni dei fondali, ma anche la forza di alcune scene – soprattutto all'inizio e nei minuti conclusivi – che difficilmente si dimenticheranno al termine della visione.
Ispirandosi alla letteratura cinese classica, così, i due neoregisti hanno firmato un prodotto da vedere, coraggioso e ambizioso, adatto a una visione con tutta la famiglia.

Del tutto da dimenticare è invece «Obbligo o verità», film horror che richiama fin dal titolo il noto gioco che si fa tra amici, soprattutto durante l'adolescenza.
Prodotto dalla celebre Blumhouse, casa che ha ottenuto grandi incassi con diversi film di genere in questi ultimi anni (da «Paranormal Activity» al recente «Scappa – Get Out», è un lungometraggio che vira spesso verso la commedia macabra, senza però risultare mai originale o avvincente al punto giusto.

La sensazione è quella di trovarsi di fronte un'operazione vecchia e sorpassata, poco al passo con i tempi e praticamente mai in grado di scuotere o divertire come vorrebbe.
Il regista è Jeff Wadlow, conosciuto per aver diretto «Kick-Ass 2» nel 2013.

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