Domenica

Lo scandalo “Oil for Food” nel thriller politico «Giochi di…

  • Abbonati
  • Accedi
cinema

Lo scandalo “Oil for Food” nel thriller politico «Giochi di potere»

Il dietro le quinte dello scandalo che nel 2004 travolse l'ONU viene raccontato in «Giochi di potere» di Per Fly, film tra i più attesi del weekend in sala.

L'ispirazione nasce dalla vera storia di Michael Soussan, un giovane pieno di ideali che ottiene un prestigioso lavoro presso le Nazioni Unite nel 2002: diviene coordinatore del programma “Oil for Food” (attivato dall'Onu nel 1995 per permettere all'Iraq di vendere petrolio nel mercato mondiale in cambio di cibo e medicine) e braccio destro del responsabile Pasha, il sottosegretario che gestisce gli aiuti agli iracheni sottoposti all'embargo. Ma dietro al programma umanitario si cela un gigantesco giro di sfruttamento e corruzione…

Thriller politico fortemente impegnato, «Giochi di potere» descrive con grande attenzione ai dettagli la “carriera” di un giovane diplomatico che si ritrova dentro un mondo molto diverso da quello che sognava, tra tangenti, verità scomode e incredibili segreti gelosamente custoditi.

La pellicola è un'onesta opera di denuncia, capace di tenere alta la tensione sino alla fine anche se vittima di alcuni cliché narrativi che la rendono meno appassionante del dovuto.

Le stoccate alla burocrazia e alla politica sono potenti, anche se la sceneggiatura a volte si fa troppo verbosa e alcuni passaggi drammaturgici risultano fin troppo didascalici.

Resta, ad ogni modo, un'opera interessante, da vedere per capire quali terribili macchinazioni siano state al centro di questo scandalo di proporzioni globali.

Menzione speciale per la buona prova di Ben Kingsley nei panni dello spietato Pasha, diplomatico senza troppi scrupoli, mentre è meno intensa l'interpretazione del protagonista Theo James, noto per la serie «Divergent».
Il regista danese Per Fly si era fatto conoscere per aver diretto in patria una trilogia sulle classi sociali, all'interno della quale svettava il notevole «L'eredità» del 2003.

Prende spunto da un'altra vicenda importante del nuovo millennio anche «12 Soldiers», curiosamente diretto anch'esso da un regista danese: Nicolai Fuglsig.

All'indomani degli attentati dell'11 settembre, dodici paramilitari della CIA e delle forze speciali statunitensi partono volontariamente per l'Afghanistan per una missione volta ad aiutare i ribelli autoctoni a conquistare la città di Mazar-i-Sharif e far cadere i talebani, il loro nemico comune.

Tratto dal libro «Horse Soldiers» del giornalista Doug Stanton, basato sulla vita dell'agente CIA e militare delle forze speciali Mark Nutsch, spedito in Afghanistan dopo il crollo delle Torri Gemelle, il film fatica paradossalmente a trasmettere credibilità, a causa di una messinscena costantemente forzata e sopra le righe.

Qualsiasi possibile riflessione su un momento tanto delicato nella storia mondiale viene meno a favore di scelte costantemente retoriche e di sequenze che provano a essere spettacolari a tutti i costi.

Il risultato è superficiale e troppo simile ad altri prodotti simili usciti negli scorsi anni. Tra gli attori in campo ci sono anche Chris Hemsworth e Michael Shannon.

© Riproduzione riservata