Domenica

L’esilarante vita di una Miss parcheggiata in giardino

  • Abbonati
  • Accedi
alan BENNETt

L’esilarante vita di una Miss parcheggiata in giardino

Ha trascurato Alan Bennett, per grazia dei lettori, l’avvertimento che Plauto nel Miles Gloriosus fa a proposito dell’hospes e che la proverbiale saggezza traduce «nell’ospite è come il pesce, dopo tre giorni puzza». Perché far accomodare una vecchia barbona con pretese da gran dama nel proprio giardino, per ben 18 anni, ha di tutta evidenza i suoi inconvenienti; olezzi inclusi. Proprio Miss Sheperd, protagonista dell’esilarante La signora nel furgone - che nel 1990 fu pubblicato sulla London Reviews of Books e sempre per i tipi di Adelphi, fece la sua comparsa nel 2003 - torna in libreria in una nuova edizione - La signora nel furgone e le sue conseguenze, nella traduzione di Giulia Arborio Mella e Mariagrazia Gini - con una lunga prefazione del regista Nicholas Hytner e la sceneggiatura del film del 2015, The Lady in the Van, con Maggie Smith. «Parcheggiare nel vialetto di casa mia era un favore che lei faceva a me, non viceversa» annota l’autore, senza trascurare che «la generosità, o quella che spesso viene considerata tale, è la più egoistica delle virtù, nove volte su dieci deriva meramente da un’indole neghittosa» come nel 1822 dedusse William Hazlitt in On the knowledge of Character. Ma torniamo alla nostra eclettica signorina. «Giugno 1980. Miss S. ha inaugurato il guardaroba estivo: un impermeabile rivoltato con delle toppe di tela marrone e una grande etichetta che attesta trattarsi di un Emerald Weatherproof. In testa ha un pezzo di scatola di cornflakes che le fa da visiera, assicurato da una sciarpa di voile color lavanda». Con un tale fenomeno incorniciato in giardino, a un tiro di schioppo dalle finestre di casa, era inevitabile che la Miss maleodorante si trasformasse, per la raffinata penna di Bennett, in una prova da par suo. «Non era un matrimonio, non era la mia vita... ma il furgone era sempre un comodo argomento di conversazione», chioserà l’autore di La Pazzia di re Giorgio, Nudi e crudi e La sovrana lettrice. «A parte la Madonna, Miss Sheperd mirava più in basso: i suoi presunti pari erano Harold Wilson, Edward Heath e “Enoch” (lei chiamava così Powell). Mi assillava continuamente perché scoprissi i loro indirizzi privati in modo da potergli mandare l’ultima copia del suo La vera visione delle cose importanti». Il trasloco a Downing Street avrebbe potuto essere una conseguenza nelle pretese di questo prototipo di astrusa e irriverente vegliarda, con pretese da saggia politica di lungo corso, tipicamente ed esclusivamente british!

Prendersi cura di qualcuno genera risentimento. E non ha nulla di premuroso, come l’espressione lascerebbe intendere. «Dobbiamo fare tutto per lui/lei vuol dire una cosa sola: occuparsi di piscio e di merda... Merda sulle scarpe di A. B. quando passa vicino al furgone, merda sul vialetto quando uno dei sacchetti che Miss S. lancia fuori cade a terra e si squarcia». Narrato in prima persona con uno stile levigato e sobrio, con la sottile ironia che da sempre contraddistingue questo drammaturgo, attore e scrittore, La signora nel furgone e le sue conseguenze è anche un attento spaccato di vita di quartiere londinese, prima che la gentrification ne modificasse irrimediabilmente i connotati. Miss Sheperd, nel suo furgone giallo è veicolo essa stessa di un mondo che nostalgicamente l’autore vede liquefarsi sotto la spinta di una società che non ha più tempo non solo per la generosità, di cui diffida egli stesso, ma neppure per guardarsi d’intorno, e men che meno osservarsi attentamente come fa Bennett. Gli esiti di questa analisi da entomologo del proprio giardino, inutile dirlo, oltre che divertenti sono quelli di un diario sopraffino, che ha in più il vantaggio di accompagnare con sarcasmo e leggerezza (necessaria per letture di stagione) un’amara riflessione sulla quotidiana fatica di vivere. «Le cose che succedono dentro il furgone e intorno non sono da sopportare, ma da scrivere». Fortune queste che capitano o sanno cogliere solo pochi scrittori. Quelli poi che fanno letteratura.

La signora nel furgone e le sue conseguenze, Alan Bennett, Adelphi, Milano, pagg. 178, € 18,00

LE RECENSIONI/Vai all'archivio

© Riproduzione riservata