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Sicilia e Sardegna tra indie e jazz

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musica dal vivo

Sicilia e Sardegna tra indie e jazz

Ypsigrock, grande indie nel borgo di Castelnuovo (Elisabetta Brian)
Ypsigrock, grande indie nel borgo di Castelnuovo (Elisabetta Brian)

«Nessun uomo è un’isola», meditava il poeta inglese John Donne. Ma su un’isola, d’estate, ciascun uomo può vivere benissimo. Su un’isola del Mediterraneo ancora meglio, soprattutto se a tenergli compagnia c’è un cartellone di concerti d’eccezione. Questa la suggestione che stavolta insegue la nostra settimana della musica dal vivo: da un lato la Sicilia con «Ypsigrock», appuntamento dedicato all’indie internazionale che secondo i Mogwai è «il migliore festival sul pianeta», dall’altro la Sardegna con «Time in Jazz», ambiziosa operazione culturale che Paolo Fresu ha regalato alla sua terra d’origine.

«Ypsigrock», tra Jesus and Mary Chain e Horrors
Partiamo da Castelbuono, borgo medievale delle Madonie in cui, dal 9 al 12 agosto, si terrà la 22esima edizione di «Ypsigrock». Si apre giovedì 9 con Makai e LNDFK, venerdì 10 gli headliners saranno The Horrors, band britannica di punk revival nata nel 2005 dall’incontro tra Faris Badwan, Joshoua Hayward, Tom Cowan, Rhys Webb e Joseph Spurgeon. Ora spingono V, loro quinto album pubblicato lo scorso settembre per Wolftone/Caroline International. Sabato 11 «comandano» gli svedesi The Radio Dept., una tra le band di riferimento quando si parla di contaminazioni dream pop e shoegaze. Gran finale domenica 12 agosto, quando la parte del leone la faranno The Jesus and Mary Chain. La band dei fratelli Reid arriva in Italia con il nuovo Damage and Joy, pubblicato a Marzo 2017 per la Warner Music. L’album, il settimo della loro carriera, arriva a 19 anni di distanza da Munki, il loro precedente disco. Con il caratteristico atteggiamento, sempre in guerra con il mondo, e gli abiti scuri, la band è diventata una vera e propria icona di stile. Punto di riferimento della scena musicale londinese post Sex Pistols, ispirati a Stooges e Velvet Underground, hanno dato vita a un nuovo genere musicale, lo shoegaze, ispirando band come My Bloody Valentine e Slowdive.

Da Coleman a Rava, il grande jazz a Berchidda
Altro storico festival isolano è «Time in Jazz», fondato dal trombettista Paolo Fresu nella «sua» Berchidda ormai 31 anni fa. Dall’8 al 16 agosto in terra sarda si potrà assistere a più di 30 concerti: Steve Coleman, Enrico Rava, Gegé Munari, Nils Landgren, Dhafer Youssef, Greta Panettieri sono solo alcuni dei protagonisti del festival. Dall’alba a notte fonda, le loro note si diffonderanno dal palcoscenico tradizionale per arrivare in scenari inusuali per concerti: boschi montani e oratori di campagna, scorci marini fino alle stazioni ferroviarie e alle piazze cittadine. Per dire: mercoledì 8 agosto, giornata di apertura, si va in riva al mare, alla Torre di San Giovanni, sulla costa di Posada. Qui, alle 21, tiene banco Greta Panettieri, una delle voci più interessanti del panorama italiano e internazionale, accompagnata da Cristiano Arcelli ai sax alto e soprano, Andrea Sammartino al pianoforte, Daniele Mencarelli al basso e Alessandro Paternesi alla batteria. Giovedì 9 la magnifica Basilica di Sant’Antioco di Bisarcio, nei pressi di Ozieri, offre la cornice ideale al «Tribute to Jan Johansson» proposto dal pianista svedese Jan Lundgren con il contrabbassista Mattias Svensson e un quartetto d’archi che schiera Johannes Dickbauer (primo violino), Emily Stewart (secondo violino), Aurore Cany (viola) e la già menzionata Asja Valcic (violoncello). Come partenza, davvero niente male.

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