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Tra eccessi e paradossi la ricetta per il successo di un «antico…

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Tra eccessi e paradossi la ricetta per il successo di un «antico romano»

Jerry Toner insegna studi classici all'Università di Cambridge. Ama moltissimo gli antichi romani. E un suo libro ha un titolo identico alla frase che Plutarco attribuì a Giulio Cesare, quando il condottiero annunciò la vittoria dell'agosto del 47 a. C. contro Farnace II del Ponto: “Veni, vidi, vici” (“Venni, vidi, vinsi”).

Lo pubblica Leg, la Libreria Editrice Goriziana, che ha molti meriti nella divulgazione dei testi storici in Italia (pp. 208, euro 20). Il sottotitolo spiega gli intenti di questa singolare opera: “Come avere successo vivendo alla maniera degli antichi romani”.

Il libro, però, non è firmato da Jerry Toner ma da Marcus Sidonius Falx, che si definisce “patrizio”, vanta un passato al “glorioso servizio delle legioni di Roma” e confessa di essersi ritirato nella sua “tenuta in campagna”. E' lui che scrive i capitoli dedicati, per esempio, a “Consumi e abitudini dei romani eroici”, “Come gestire la vostra famiglia” o “Gli dei aiutano coloro che li aiutano”. Il professore, con il proprio nome, si limita a porre in calce a ogni parte un commento che giustifica con filologia e cultura varia le affermazioni del signor Marcus.

In realtà, crediamo che abbia scritto tutto il professor Toner, il quale nel suo profilo biografico sostiene di insegnare nella celebre università inglese “quando non serve umilmente come assistente e amanuense” l'antico autore latino.

Il vero interesse del libro sta nell'esposizione della vita romana e dei suoi pregi. Toner parla di una città che allora dominava il mondo conosciuto e poteva permettersi tutti i lussi e le stravaganze per noi soltanto immaginabili. Era un'altra dimensione della vita. Un romano abbiente, tra l'altro, non aveva problemi a gustare un'insalata di lingue di pappagallo o a partecipare a una cena-spettacolo come quella di Trimalcione, descritta da Petronio nel “Satyricon”. L'eccesso, il lusso e il paradosso erano parte integrante dell'esistenza.

In quel mondo che cadenzava il proprio tempo declinando ogni giorno il verbo esagerare, un poeta come Orazio “non vedeva limiti quando si trattava di sesso”. Per tal motivo “portava le prostitute in una camera colma di specchi situati in modo tale che ovunque guardasse vedeva il riflesso dell'atto sessuale”. Una dieta dimagrante? Ecco il consiglio: “Fate un bagno a stomaco vuoto, in acqua molto calda, meglio se salata. Rimanete però al sole per aiutare il corpo ad asciugarsi. State svegli sino a tardi, indurite gli assiti del letto e dormite meno. Preoccupatevi di ogni aspetto della vita e correte, passeggiate, fate esercizi violenti. Mangiate cibo acido e brusco, ma consumate un solo pasto quotidiano. Bevete vino caldo a stomaco vuoto”. C'è poi l'affondo finale: “Vomitare è anche un modo utile per perdere peso, come purgarvi con lassativi”.

Non aggiungiamo altro. Troverete nel libro anche consigli su come vendere i figli dei debitori e altre cosucce di una società le cui norme oggi provocherebbero orrore tra le anime candide.

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