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Il monito nei paesaggi di Thomas Cole

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Il monito nei paesaggi di Thomas Cole

Thomas Cole, Aquedotto vicino Roma, 1832 (Kemper Art Museum, Washington University St. Louis)
Thomas Cole, Aquedotto vicino Roma, 1832 (Kemper Art Museum, Washington University St. Louis)

Il “genio americano” della pittura, considerato tuttora il maggiore paesaggista degli Stati Uniti, in realtà era inglese. Thomas Cole, nato a Bolton, aveva attraversato l'Atlantico da ragazzo alla ricerca di una vita migliore e l'aveva subito trovata: a poco più di vent'anni il giovane autodidatta era già diventato un pittore famoso e ricercato.
Una mostra alla National Gallery di Londra, dal titolo “Thomas Cole: from Eden to Empire”, punta a far conoscere anche in Europa questo artista, che è sempre stato famoso nella sua patria adottiva. I suoi paesaggi con viste drammatiche, cieli tempestosi e colori intensi celebrano la natura e la diversità degli Stati Uniti e sono anche considerati dei messaggi ambientalisti ante litteram, un'ode sentita alla bellezza della natura che va rispettata e protetta dallo scempio causato dall'industrializzazione.

Da ragazzo Cole aveva avuto esperienza diretta delle fabbriche tessili del nord dell'Inghilterra, prima di trasferirsi negli Stati Uniti dove era rimasto colpito dalla vastità, varietà e bellezza dei paesaggi. A 28 anni era tornato in Europa per studiare i grandi maestri del passato e aveva passato otto mesi a Firenze. Le opere di Cole sono affiancate nella mostra da quadri di artisti che aveva conosciuto personalmente e dai quali era stato influenzato, come JMW Turner e John Constable.
Tornato a New York nel 1932, Cole aveva avviato la fase matura della sua carriera, dipingendo la serie di quadri sul “Corso dell'impero”, che racconta in cinque quadri l'ascesa, il declino e poi la distruzione di una civiltà immaginaria. Fortemente influenzati dal periodo passato in Italia, i quadri erano stati interpretati come un monito ai giovani Stati Uniti a non fare gli errori commessi dalle civiltà antiche.
La mostra, organizzata in collaborazione con il Metropolitan di New York, comprende anche quello che è considerato il capolavoro di Cole, “The Oxbow” del 1836, una drammatica vista del fiume Connecticut dall'alto del monte Holyoke dopo una tempesta. Da un lato c'è la natura selvaggia e nuvole gonfie di pioggia che sovrastano, giù in pianura, una visione idilliaca di un fiume tranquillo e campi coltivati sotto un cielo sereno.
La natura rappresentata da Cole è un'Arcadia da ricordare e preservare. Tale era la passione di Cole per la sua patria adottiva che, prima della sua morte prematura a 47 anni, ha fondato la prima scuola americana dedicata allo studio dei paesaggi, che ha avuto una grande influenza su generazioni di artisti dopo di lui.
Thomas Cole: Eden to Empire
Fino al 7 Ottobre 2018
National Gallery, Londra

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