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Alessio Figalli, il «Nobel per la matematica» e la magia dei…

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LA MEDAGLIA FIELDS

Alessio Figalli, il «Nobel per la matematica» e la magia dei numeri

Dopo 44 anni un italiano, Alessio Figalli, ha vinto la medaglia Fields, l'equivalente del premio Nobel per la matematica. L'annuncio è stato dato a Rio de Janeiro durante la cerimonia di apertura del ventesimo congresso Internazionale di matematica.

Insieme a Figalli, che lavora al Politecnico di Zurigo, ha vinto Caucher Birkar, uno studioso curdo cresciuto in Iran, che si è rifugiato in Gran Bretagna per evitare il conflitto sempre latente nelle sue terre d'origine. E poi Akshay Venkatesh, un australiano di base a Princeton, e Peter Sholze, dell'Università di Bonn. Sono tutti giovani, dai 34 anni di Figalli ai 30 di Peter Scholze. Solo Birkar ha 40 anni perché le sue vicissitudini giovanili lo hanno portato nell'ospitale Gran Bretagna solo nel 2000, quando ha potuto cominciare il suo dottorato. Si sa, in matematica come nello sport, le cose funzionano così.

Figalli non è dovuto fuggire dalle guerre ma, dopo un dottorato brillantissimo alla Normale di Pisa, è comunque migrato all'estero, anche se ha sempre dichiarato: «Io non sono andato via perché l'Italia non mi ha voluto. Mi sono ritrovato a essere cittadino del mondo… altri paesi mi hanno dato occasioni molto presto… Tornare in Italia? Al momento no, il supporto alla ricerca che c'è qui in Svizzera non c'è nel nostro paese, a cui sono comunque riconoscente perché mi ha formato». Parole che fanno riflettere.

Ho saputo di questo prestigioso premio oggi, il giorno 1 del mese 8 dell'anno 18, alle ore 18. Una sequenza di tre 18. Questo mi ha ricordato i tempi in cui magia e matematica erano mescolate ma anche il famoso aneddoto del taxi di Hardy/Ramanujan. Il grande matematico Godfrey Hardy prese un taxi per andare a trovare l'amico/allievo Srinivasa Ramanujan, genale teorico dei numeri. Ramanujan chiese a Hardy quale fosse il numero del taxi che aveva preso e Hardy rispose: «Un numero stupido, 1729». «Eh no – rispose il matematico indiano ospite a Cambridge – è il numero più piccolo che può venire espresso come la somma di due cubi in due modi diversi. Ci sono infatti due modi per arrivare a 1729 inteso come la somma di due cubi: 1x1x1=1 e 12x12x12=1728; oppure: 9x9x9=729 e 10x10x10=1000. Certo capire che le ore 18 del 1° di agosto, del mese 8, dell'anno 18, e cioè 18-18-18 è più facile da “vedere”. Ci sono arrivato pure io. Ramanujan infatti non faceva calcoli, “vedeva” i numeri negli spazi immensi della sua mente.

È interessante che su tutti i siti e le notizie di agenzia si dica che Figalli è stato premiato per la teoria del trasporto ottimale, per gli studi sulle equazioni derivate e sulla probabilità. Ma poi, quando si tratta di spiegare che cosa ha fatto tutti si soffermano sul trasporto ottimale, un problema formalizzato per la prima volta dal matematico francese Gaspar Monge nel 1781 nel suo «Trattato sulla teoria degli scavi e dei terrapieni». Monge si domandava quale fosse la maniera ottimale di spostare della terra per costruire delle fortificazioni, supponendo che il costo del trasporto sia proporzionale alla distanza. Ma anche la probabilità, di cui pochi parlano, è un ambito centrale nella vita della modernità. È grazie alla probabilità che siamo diventati più forti degli Dei e abbiamo eliminato dalla nostra vita il fato, riuscendo a controllare l'incertezza, per usare il titolo di un famoso libro.

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