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«Amiche di sangue», due adolescenti per un omicidio

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«Amiche di sangue», due adolescenti per un omicidio

Una scena del film “Amiche di sangue”
Una scena del film “Amiche di sangue”

Il cinema al femminile è ancora grande protagonista nelle nostre sale: dopo «Ocean's 8» e «La bella e le bestie», usciti la scorsa settimana, in questo weekend è il turno di «Amiche di sangue» di Cory Finley.
Protagoniste sono due amiche diversissime tra loro, che si ritrovano dopo essere state lontane per diversi anni: Lily, una ragazza viziata che ha frequentato gli ambienti migliori, e Amanda, coetanea che ha grossi problemi nel relazionarsi con il resto del mondo. L'unico elemento che sembra turbare la vita di Lily è il suo patrigno, tanto che penserà di ucciderlo facendosi aiutare dalla stessa Amanda.

Dal film “Amiche di sangue”

Opera prima del giovane regista americano Cory Finley, «Amiche di sangue» ha premesse forti e di grande interesse, anche sostenute da una messinscena che rende particolarmente intriganti le battute iniziali. Qualcosa si inceppa nella seconda parte, ma il copione rimane coinvolgente, grazie anche alla notevole prova delle due attrici principali, capaci di reggere sulle proprie spalle l'intera pellicola: Olivia Cooke (che abbiamo conosciuto in «Quel fantastico peggior anno della mia vita» e «Ready Player One») nei panni di Amanda e Anya Taylor-Joy (già vista in «The Witch» e «Split») in quelli di Lily sono pienamente in parte e si confermano due giovani interpreti da tenere in buona considerazione per il futuro.

Presentato al Sundance Film Festival 2017, «Amiche di sangue» ha l'originalità dei migliori prodotti indie americani, ma anche una certa furbizia in una sceneggiatura che risulta troppo studiata a tavolino e non sempre del tutto credibile.
Niente male, però, la parte conclusiva, capace di sorprendere.
Da segnalare che il film è dedicato alla memoria di Anton Yelchin, noto attore che qui interpreta un ragazzo che contribuirà al piano ordito dalle protagoniste, morto a soli 27 anni in seguito a un incidente avvenuto poche settimane dopo la fine delle riprese.

Dal film «Dark Hall»

Lungometraggio evitabile è invece «Dark Hall» di Rodrigo Cortés.
Anche in questo caso la protagonista è una ragazza problematica, Kit, che viene mandata in un misterioso istituto gestito da un'eccentrica direttrice. Molto presto, lei e le sue compagne si accorgeranno che tra quelle mura si nascondono terribili segreti.

Solito horror estivo privo di grande spessore, «Dark Hall» è una pellicola che sa molto di già visto, richiamando diverse pellicole degli anni '70 e non riuscendo mai a stupire come vorrebbe.
Il ritmo è scarso, gli sbadigli abbondano e difficilmente si uscirà dalla sala spaventati o, quantomeno, toccati da ciò che si è visto.
Cortés aveva fatto un buon lavoro tempo fa con «Buried – Sepolto», ma la sua vena creativa si è purtroppo presto esaurita.

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