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«L’indie è morto, lunga vita all’indie». Da Calcutta a TheGiornalisti viaggio nella nuova musica

In alto, TheGiornalisti, sotto da sinistra: Calcutta,  Coez e Liberato
In alto, TheGiornalisti, sotto da sinistra: Calcutta, Coez e Liberato

Cos'è la musica indie? Quali sono le sue caratteristiche? Quali artisti sono “davvero” indie? E ancora, la musica indie è morta davvero? Difficile rispondere a tutte queste domande, soprattutto se si fatica ad orientarsi nel mondo della musica giovane di oggi. Un filone variegato e poco uniforme per modalità e generi, che ha trovato spazio tra i canali di diffusione della musica di oggi: tra i contest televisivi come X Factor o Amici, il circuito dei locali e delle esibizioni live, la major discografiche e quelle più alternative fino alle piattaforme di streaming, che hanno modificato negli ultimi anni la ricezione dei contenuti musicali, soprattutto (ma non solo) nel pubblico più giovane.

La musica indie ha utilizzato al meglio i canali social e non sarebbe potuto essere diversamente, vista l’età media dei musicisti e del pubblici di riferimento. Per tutto ciò questa inchiesta multimediale ha interpellato anche chi lavora in una piattaforma digitale come Spotify, per conoscere quanto grande sia l'audience di questo genere musicale. E tutti gli altri attori in gioco per fare chiarezza su alcuni interrogativi che da sempre accompagnano la musica indi(e)pendente. Innanzitutto constatando come la definizione di musica indie sia mutata nel corso del tempo, modificandone “un’etichetta” per spiegarne il fenomeno in tutta la sua complessità.

Sulle note di Calcutta, Liberato, Coez e TheGiornalisti questo podcast è un viaggio di esplorazione nel mondo indefinito e indefinibile di una musica che anche nel 2018 ha trovato il suo tempo e il suo spazio che, dati alla mano, è sempre più grande e in crescita.

PODCAST / Ascolta l’inchiesta multimediale

(*) Giulia Di Leo, Angela Buscaino, Camilla Curcio, Simone Gervasio, Benedetta Minoliti, Lorenzo Romandini sono studenti della Scuola di Giornalismo dell’Università Cattolica di Milano. I loro colleghi hanno realizzato quest’altra inchiesta multimediale Lotta alla ludopatia, oltre 12mila italiani in cura. «Gioco permeabile dalle mafie».

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