Mondiali di calcio Sudafrica 2010

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Questo articolo è stato pubblicato il 08 giugno 2010 alle ore 17:15.

L'edizione del 1958 è l'unica in cui l'Italia non partecipa: è l'unica volta infatti in cui gli azzurri mancano la qualificazione sul campo alla fase finale della Coppa Rimet. Dopo il fallimento della spedizione svizzera del 1954 la federazione affida la gestione della squadra ad Alfredo Foni. Campione del Mondo nel 1938 e vincitore di due campionati alla guida dell'Inter, Foni si affida al biocco Fiorentina, cui si aggiungono tanti oriundi di classe: Ghiggia, Schiaffino, Pesaola e Montuori alcuni dei nomi principali. Talenti indiscutibili, ma con una carta d'identità tristemente chiara: Foni non riesce mai a trovare il bandolo della matassa, soprattutto nella scelta dell'undici iniziale.


Irlanda del Nord e Portogallo le avversarie nel girone eliminatorio: battiamo i britannici a Roma con un gol di Cervato, ma a Lisbona il Portogallo ci batte per 3-0 e il 4 dicembre del 1957 a Belfast l'Irlanda ci ferma sul 2-2, ma la gara deve essere ripetuta, in quanto l'arbitro designato non arriva causa nebbia e a fischiare è un nord-irlandese. Intanto rendiamo la pariglia al Portogallo, vincendo per 3-0 a Milano. Il 15 gennaio 1958 si torna a Belfast a giocare sotto la pioggia e su un campo che è un pantano gelato. Basta un pareggio per andare al mondiale: l'Italia prende due gol in mezz'ora e il gol finale di Da Costa non serve a mitigare la figuraccia e ad evitare l'eliminazione.


La critica italiana si scaglia contro gli oriundi e contro il tecnico, reo di essersi affidato a dei giocatori che non avevano alto il senso della maglia azzurra. L'Italia resta dunque fuori dalla competizione, con i giocatori che, si dice, abbiano anche tentato fino all'ultimo di sviare la contestazione.
L'edizione del 1958 viene ospitata dalla Svezia. Per la prima volta partecipa l'URSS, debuttò anche il Galles che, con Irlanda del Nord, Scozia e Inghilterra, andò a completare il lotto delle squadre britanniche.


Inghilterra e Germania Ovest, le squadre più temibili per il Brasile di Pelè, vengono eliminate rispettivamente nel girone di qualificazione e in semifinale, agevolando e non poco il cammino dei verdeoro. In semifinale i brasiliani travolgono la Francia per 5-2 con tripletta di Pelè e reti di Didì e Vavà. Nell'altra semifinale, la Svezia padrona di casa si sbarazza della Germania Ovest, campione in carica. Koglund, Gren e Hamrin firmano le reti gialloblu e regalano al paese organizzatore l'onore di disputare la finale.

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Svezia 1958

Il manifesto della manifestazione svedese

Svezia 1958

Il manifesto della manifestazione svedese

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Il manifesto della manifestazione svedese

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Il 29 giugno del 1958 va in scena la finale tra Brasile e Svezia: i padroni di casa passano in vantaggio dopo soli 4' con un gol di Nils Liedholm. Poi Vavà realizza una doppietta in mezz'ora e rimette le cose a posto, dando il via alla goleada brasiliana: Pelè va a segno al 58', quindi Zagallo al 68' mette a segno il 4-1. La Svezia trova il secondo gol con Simonsson a 10' dalla fine, prima del secondo sigillo personale di Pelè al 90'. Finisce 5-2 per il Brasile, che può così sollevare per la prima volta nella sua storia la Coppa Rimet.

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