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Governo in campo per la nautica

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Questo articolo è stato pubblicato il 03 ottobre 2010 alle ore 08:05.


GENOVA
«Il Governo non si tirerà indietro per sostenere il rilancio della nautica». Il ministro delle Infrastrutture e trasporti, Altero Matteoli, ha concluso così, ieri mattina, il suo discorso alla cerimonia di apertura, alla Fiera di Genova, del cinquantesimo Salone nautico internazionale, che proseguirà fino al 10 ottobre prossimo. Ha servito, dunque, ad Ucina, la Confindustria nautica, un'importante apertura di credito, sottolineando che in Italia devono essere realizzati più posti barca e arrivando a bacchettare la Guardia di finanza (salvo, poco dopo, correggere parzialmente il tiro) per i controlli, troppo «aggressivi», sulla nautica, quest'estate. Insomma, una risposta diretta ad Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina, che, aprendo la cerimonia di inaugurazione, aveva chiesto al governo «di investire nella nautica da diporto. Investire non tanto in risorse ma in attenzione, lavoro, innovazione legislativa, portando avanti quella semplificazione che è la forma più intelligente di incentivazione».
In un salone apertosi con il blocco del traffico cittadino, determinato dallo sciopero selvaggio dei dipendenti dell'azienda di trasporto locale Amt, rientrato al termine di un incontro col ministro (mentre una protesta per la tutela del santuario dei cetacei è arrivata da Greenpeace), Matteoli ha elencato i provvedimenti in via di emanazione che contengono misure per la nautica. Fra questi, la norma per la semplificazione dei trasporti eccezionali, che rende meno gravoso il regime amministrativo delle barche destinate al noleggio, e il progetto di riforma della legge 84/94 sul lavoro portuale che, ha spiegato, «seppur in maniera indiretta» dà alla nautica un sostegno: «innanzitutto la possibilità di utilizzare le aree dismesse dei porti commerciali a fini produttivi e una modifica della conferenza dei servizi per snellire le procedure. In altri decreti e provvedimenti abbiamo inserito, poi, qualche possibilità di incentivo, se non in risorse, comunque in misure che possono servire alla nautica. Spero con l'iter parlamentare di arricchirli ulteriormente». Matteoli ha poi affermato di aver colto segnali di ripresa nel settore. E ha aggiunto che «in Italia c'è uno scarso numero di posti barca rispetto, ad esempio, alla vicina Francia. I cugini transalpini, pur avendo meno chilometri di costa dell'Italia, hanno il doppio di ormeggi. Tuttavia qualcosa in questo settore si sta finalmente muovendo. Ci sono già una decina di porticcioli che stanno per partire e questo è un segnale che non deve essere sottovalutato». Matteoli ha quindi auspicato che le Regioni e i Comuni accelerino su queste operazioni.

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Tags Correlati: Anton Francesco Albertoni | Confindustria | Fiere | Finmeccanica | Genova | Greenpeace | Guardia di Finanza | Ucina

 

Il ministro ha, inoltre, sottolineato che «in alcuni porti, questa estate, la Guardia di finanza si è mossa con un'aggressività tale da far scappare i diportisti, soprattutto stranieri». La Finanza, ha proseguito, «deve continuare a fare il suo dovere. Ma deve farlo con un minimo di buon senso». Un'affermazione aspra, su cui il ministro, qualche ora dopo, è stato costretto a tornare, assicurando «la massima fiducia e considerazione per il prezioso ed insostituibile lavoro della Guardia di finanza, in particolare nella lotta all'evasione fiscale. Singoli episodi, verificatisi durante alcuni controlli nel settore della nautica da diporto, in cui a mio parere a volte è mancato il giusto equilibrio, non possono inficiare in alcun modo l'essenzialità del corpo». Ma Matteoli si è soffermato anche sulla situazione di Fincantieri: «ho visto che ci sono anche alcune ipotesi di intesa per farla passare in Finmeccanica. Qualcosa si sta muovendo anche se sapevamo che la scarsità di commesse non poteva consentire a sette cantieri di avere ordini sufficienti per fare lavorare tutti». Su Tirrenia il ministro ha detto di aver dialogato «con l'Europa per consentire il prolungamento delle convenzioni» e che l'11 ottobre tornerà a Bruxelles «per cercare di avere la garanzia che le sovvenzioni non siano considerate aiuti di Stato». Poi ha assicurato che è provvisorio il blocco della linea Genova-Olbia-Arbatax per lavori sulla nave Domiziana.
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