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Economia Gli economisti

Il divario fra il ricco e il super-ricco negli Stati Uniti è cresciuto a dismisura. Eppure i privilegiati si lamentano

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Questo articolo è stato pubblicato il 21 gennaio 2011 alle ore 16:35.

Sembra che le persone obiettivamente facoltose negli Stati Uniti si sentano povere, di questi tempi. In un articolo pubblicato l'11 gennaio, Catherine Rampell, editorialista economica del New York Times, ha analizzato il motivo per cui gli americani che rientrano almeno nel novantesimo percentile di distribuzione del reddito non si sentono particolarmente ricchi e anzi, in molti casi ritengono di appartenere alla classe media. Rampell ha esaminato i dati del Tax Policy Center rilevando che per il 95 per cento degli americani la distribuzione del reddito non ha subito variazioni rilevanti nel corso del 2010. In cima alla classifica, però, la disparità è molto più evidente.

Secondo Rampell, il motivo per cui così tante persone nella fascia di reddito più alta non si sentono particolarmente ricche è questo: «Tutti gli americani che sono più ricchi di questo gruppo lo sono in misura enorme». Vorrei approfondire un attimo. Ciò che ha in mente la signora Rampell è una visione della società simile a una lunga strada che porta in cima a una collina, con il reddito che aumenta man mano che si sale.

E ogni persona su quella strada si valuta in rapporto a chi vede immediatamente davanti o dietro di sé, anziché con tutti gli altri lungo l'intero percorso. Lo studio sembra suggerire che le persone si confrontano soltanto con i vicini a monte, e siccome la strada diventa più ripida man mano che si sale, il ricco si sente peggio perché il divario di reddito a suo sfavore rispetto a chi lo precede diventa sempre più ampio. Una tesi alternativa è che le persone si confrontano con i vicini da entrambi i lati, ma è la convessità che cambia.

In sostanza, se vi trovate a metà strada, nella distribuzione del reddito, il vostro vicino a monte è tanto più ricco di voi quanto voi lo siete del vicino a valle, ma nelle alte sfere della classifica non è più così. A prescindere dal come lo si osservi, il divario fra il ricco e il super-ricco negli Stati Uniti è cresciuto a dismisura. Il risultato netto è una società di privilegiati campioni di lamentele: gente che se la passa non solo bene, ma di gran lunga meglio della media, eppure è convinta di essere stata lasciata indietro.

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Una piccola nota personale: ho sempre trovato piuttosto rilassante, dal mio punto di vista, la disuguaglianza estrema nelle fasce di reddito più alte. Io e mia moglie Robin stiamo decisamente bene economicamente, ma altri sono molto più ricchi. A New York si è sempre consapevoli del fatto che, a prescindere da quanto si guadagni, c'è sempre qualcuno che guadagna così tanto che al confronto il proprio reddito appare risibile. Ma allora a che serve valutarsi in questo modo?

(c) 2011 New York Times
Traduzione di Francesca Marchei

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