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Questo articolo è stato pubblicato il 06 maggio 2011 alle ore 19:46.

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Il dato negativo sul prodotto interno lordo britannico annunciato il 27 aprile non è stato una sorpresa: anzi, a giudicare dalla reazione dei mercati, gli investitori sembravano attendersi notizie ancora più funeste.

Ma se si guarda a quello che è successo finora, è un dato due volte più negativo: crescita a zero negli ultimi sei mesi e prospettive cupe per il prossimo futuro, con l'austerity del primo ministro Cameron che morde sempre più.
Jonathan Portes, direttore dell'Istituto nazionale di ricerca economica e sociale della Gran Bretagna, ha colto il nocciolo del problema in un articolo pubblicato lo stesso 27 aprile sulle pagine del Financial Times: «Sulla politica di spesa, il messaggio è che faremmo meglio a dar retta a gli economisti invece alle agenzie di rating. La maggior parte degli scienziati economici affermava che le misure di risanamento dei conti promulgate dal Governo avrebbero avuto un impatto negativo sulla fiducia e sulla domanda di consumi: e così è stato».

«Frattanto, la tesi che il pugno di ferro sulla spesa pubblica era necessario per ammansire le società di rating è stata smentita ancora una volta dalla reazione del mercato (o meglio dall'assenza di reazione) all'ammonimento lanciato la scorsa settimana dalla Standard & Poor's nei confronti dell'America, che ha lasciato quasi immutati i tassi di interesse sui titoli di Stato Usa».
Insomma, la fatina della fiducia non esiste, e i bond vigilantes evocati dalla Standard & Poor's non hanno risposto all'appello.
Portes sottolinea in particolare un punto che io ho ribadito più volte: oggi viviamo in un mondo dove la scienza economica giunge a conclusioni completamente opposte a quello che pensano, o si suppone pensino, le Persone Tanto Coscienziose, e dove i radicali fondano le loro opinioni sulla teoria economica standard mentre gli ortodossi si lanciano in ipotesi eterodosse e altamente discutibili.

L'Abc dell'economia, rafforzato, se gradite, con i modelli neokeynesiani più aggiornati, dice che una politica di bilancio contrattiva ha effetti… contrattivi.
Eppure buona parte del gotha della politica e della finanza è stranamente convinta che gli effetti psicologici – la famosa fatina della fiducia – trasformeranno politiche contrattive in politiche espansive. E si aggrappano a questa convinzione nonostante i presunti precedenti storici in favore delle virtù espansive dell'austerity siano stati completamente smontati.
E ora l'Abc dell'economia trova conferma. Vorrei tanto poter credere che basterà a far cambiare idea a tutti.
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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