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Questo articolo è stato pubblicato il 13 maggio 2011 alle ore 21:44.

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Dopo aver letto sul Wall Street Journal l'attacco di John Yoo al presidente Obama, perché non ha preso vivo Osama bin Laden per portarlo a Guantánamo, ho pensato che valesse la pena perdere un minuto per spiegare qualcosa che ogni tanto dico.

Mi capita di menzionare occasionalmente, en passant, che l'amministrazione del presidente George W. Bush considerava il torturare la gente un pregio, non un costo necessario. E ogni volta che lo dico qualche lettore annaspa e afferra i sali: come oso dire una cosa simile? Però è vero: non perché siano dei sadici, ma perché era coerente con l'immagine che avevano di se stessi.

«Le politiche di Obama ormai differiscono da quelle del suo predecessore essenzialmente per quanto riguarda gli interrogatori», ha scritto l'ex funzionario del dipartimento della Giustizia nell'editoriale pubblicato il 4 maggio. «Come ha evidenziato molto chiaramente l'operazione svoltasi domenica, Obama preferisce uccidere i leader di al-Qaida – con droni o interventi delle forze speciali – che doversi misurare con i complicati interrogativi legati alla loro detenzione. Forse è per questo che Obama non ha inviato una squadra più nutrita per tentare di catturare bin Laden».
Fin dal primo giorno della Guerra al Terrore è stato evidente che gli uomini di Bush si crogiolavano nell'idea di essere dei duri, pronti a «fare quello che dev'essere fatto». Erano tutti aspiranti Kiefer Sutherland. Non solo non si sono fatti scrupoli a sospendere lo Stato di diritto e a usare la tortura per estorcere informazioni, ma si vedeva chiaramente che gli piaceva il ruolo di quelli disposti ad andare fino in fondo, non come quelle femminucce liberal.

Naturalmente non l'hanno mai ammesso, probabilmente nemmeno a se stessi. Ma nessuno li ha visti mai mostrare la minima ombra di riluttanza o disagio. Anzi, più violavano le regole e più sembravano compiaciuti.
Ecco perché sono tanto turbati – inevitabilmente – all'idea che qualcuno che secondo loro non risponde ai requisiti del duro si stia dimostrando apparentemente più bravo di loro a prendere i terroristi.

Mancanza di eleganza
In generale cerco di tenermi alla larga da tutta la storia di bin Laden, anche perché l'arena di gioco è già parecchio affollata, ma mi preme ribadire un'ovvietà: non vi sembra che il Partito repubblicano stia mostrando un'incredibile mancanza di eleganza sull'argomento?
È particolarmente sorprendente se si ripensa all'atmosfera che è regnata dal 2001 fino più o meno al 2004.

All'epoca, se solo si provava timidamente a criticare la Guerra al Terrore del presidente Bush, o se semplicemente non si mostrava abbastanza entusiasmo per la sua leadership, piovevano addosso accuse di antipatriottismo e faziosità.

Ora Obama ha preso il suo uomo (e in modo bello grintoso, a quanto sembra) e non si sentono altro che critiche e lamentele.
Non posso dire che mi sorprenda, ma resta comunque qualcosa di incredibile. (Traduzione di Fabio Galimberti)

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