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Questo articolo è stato pubblicato il 01 luglio 2011 alle ore 16:39.

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Devo dire che non riesco bene a capire come l'esempio del default argentino possa risultare di qualche insegnamento per la Grecia.
In un editoriale precedente ho spiegato che dal 1998 al 2001 l'Argentina patì le pene dell'inferno per cercare di rispettare fino in fondo le regole dell'ortodossia. Quando dichiarò lo stato di insolvenza, alla fine del 2001, subì un breve periodo di recessione economica, ma nel giro di poco tempo iniziò una rapida ripresa che andò avanti a lungo, come dimostra il grafico in questa pagina. L'esempio argentino dimostra senz'altro che il default è un'ottima idea: di conseguenza, se per la Grecia invece è una cattiva idea dev'essere perché la Grecia è diversa (il che non è una tesi improponibile, a voler essere sinceri).

Sono rimasto molto colpito da un consulente aziendale che ha scritto recentemente sul Times che l'Argentina «non è più considerata un Paese serio». In Argentina, come in altri posti, fare il Paese serio è stato un disastro.

Se non è A non vuol dire che sia B
Solo una considerazione, che mi è stata suggerita da alcuni dibattiti economici che ho seguito: molta gente sembra fare fatica ad accettare l'esistenza di posizioni intermedie; in particolare non riesce a concepire che si possa mettere in discussione il libero mercato e il dogma della moneta forte senza essere dei trogloditi. Dire che in certi casi un po' di inflazione può essere positiva non significa avallare l'iperinflazione; invocare la spesa in disavanzo durante una fase di congiuntura fiacca non significa dire che il debito e il deficit non sono mai importanti; e così via.
Questa incapacità di fare distinzioni è risultata più che evidente nelle reazioni a tutti i miei commenti sull'Argentina. Quello che dico io è che l'Argentina non può essere usata per sostenere la tesi che il default è sempre un disastro, perché dopo aver dichiarato lo stato di insolvenza il paese sudamericano ha conosciuto una forte ripresa economica. Mi sembrava un punto semplice ed evidente, ma a quanto sembra molte persone sono convinte che io sostenga che:
1.In Argentina oggi va tutto meravigliosamente bene.
2.Tutto quello che hanno fatto i presidenti Néstor Kirchner e Cristina Fernández de Kirchner è stato giusto.
3.Tutto il merito del miglioramento della situazione argentina è del default.
4.Tutti dovrebbero dichiarare subito lo stato di insolvenza.
No. Non ho mai sostenuto niente di tutto questo.
Trovo davvero preoccupante il livello di comprensione dei testi scritti da parte della gente. O forse è solamente che gli estremisti non riescono ad afferrare il concento che altre persone possano avere posizioni non estreme. (Traduzione di Fabio Galimberti)

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