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Questo articolo è stato pubblicato il 09 settembre 2011 alle ore 23:07.

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Steve Landsburg, scrittore e professore di Economia all'Università di Rochester, ha criticato la mia recente critica delle pretese di Eric Cantor, deputato della Virginia e capogruppo repubblicano alla Camera, che chiedeva di compensare i costi dei soccorsi di emergenza per l'uragano Irene con tagli alla spesa in altri settori. Credo però che il professor Landsburg non abbia colto il punto.

Il 31 agosto scriveva sul suo blog: «Krugman pensa che sia una sciocchezza e per dimostrare la sua tesi fa ricorso alla classica teoria ricardiana sulla finanza pubblica: […] se devi sostenere un costo è meglio spalmarlo su più attività possibile».
Landsburg prosegue: «Dal momento che Krugman ha sbadatamente trascurato di esporre un particolare importante della sua tesi, penso io a colmare la lacuna: la conclusione ricardiana non nasce dal nulla, è la conseguenza logica di determinate premesse, fra cui quella fondamentale è che il punto di partenza è una situazione ideale».

Landsburg sottolinea, giustamente, che l'affermazione che un incremento di spesa debba essere compensato da un po' di sacrifici distribuiti nello spazio e nel tempo (cioè da tasse più alte adesso e in futuro e da tagli alla spesa adesso e in futuro, applicati le une e gli altri su varie voci di entrata e di spesa) è conseguenza di un presupposto, e cioè che il Governo parta da una posizione in cui sta facendo le cose giuste.
Se si pensa che le priorità del Governo siano completamente sbagliate, la teoria non dice molto su cosa fare.

Ma precisiamo una cosa: qui quello che sostiene che ci debba essere un principio, e cioè che ogni incremento della spesa in seguito a un disastro naturale debba essere compensato da tagli della spesa corrente, è Eric Cantor.
Io sto criticando quell'affermazione: un principio del genere non esiste: dovrei essere chiaro su questo punto.
Dove però a mio parere Landsburg sbaglia di grosso è quando paragona la proposta di Cantor a negare qualcosa a qualcuno se questo qualcuno non si impegna su qualcos'altro (Landsburg usa l'esempio dell'adolescente che non riceve il permesso di andare al ballo della scuola se prima non fa i lavoretti domestici che gli competono). Siamo sicuri che sia una metafora adatta per quello di cui stiamo parlando?

Si badi bene che Cantor non vuole negare a un'entità chiamata «Governo» il diritto di fare qualcosa che il Governo vuole fare. Cantor vuole negare i soccorsi e i risarcimenti a persone colpite da un
uragano. In altre parole, tiene in ostaggio americani in difficoltà per portare avanti il suo obbiettivo di ridurre il ruolo dello Stato.
E lo scopo di questi tagli di compensazione, di questa invenzione di un principio assurdo, è solo mascherare la spietatezza del ricatto che c'è dietro.
È davvero una tattica che si sente di difendere?
(Traduzione di Fabio Galimberti)

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