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Questo articolo è stato pubblicato il 06 gennaio 2012 alle ore 21:43.

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Joe NoceraJoe Nocera

In un editoriale pubblicato dal New York Times il 23 dicembre Joe è tornato a scagliarsi contro la Grande Bugia (la tesi che la crisi finanziaria sia stata provocata da Fannie Mae e Freddie Mac, le due grandi società di mutui semipubbliche) e ha chiarito il suo punto di vista affermando che chi sostiene questa tesi non solo sbaglia, ma lo fa deliberatamente, con dolo.

Joe cita un editoriale pubblicato due giorni prima sul Wall Street Journal e scritto da Peter Wallison, ricercatore dell'American Enterprise Institute, l'uomo che «ha creato quasi da solo il mito» della Grande Bugia. «Nel suo articolo Wallison sostiene che le accuse formulate la settimana scorsa dalla Sec contro sei ex dirigenti delle due società dimostrano che ha ragione lui», scrive Joe. «È un'altra tattica ricorrente del nostro: proclama il suo trionfo ogni volta che succede qualcosa che mette in cattiva luce Fannie Mae e Freddie Mac. Ma raramente come in questo caso la sua disonestà intellettuale è stata tanto manifesta: le accuse della Sec dimostrano, al contrario, che la Grande Bugia è proprio una bugia».

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Joe, in sostanza, arriva a conclusioni a cui io sono arrivato già dal 2000: il dibattito sulle questioni economiche (e anche su altre tematiche, come le giustificazioni per fare una guerra) non è una circostanza in cui persone diverse analizzano gli stessi fatti ma giungono a conclusioni differenti. Siamo di fronte a una situazione in cui una delle parti in causa semplicemente non ha nessun interesse per la verità, una situazione in cui i presunti esperti sono in realtà banali propagandisti.

Se dici una cosa del genere, naturalmente, ti ribattono che sei sopra le righe, ti accusano di essere fazioso: vorrebbero che facessimo finta che sia in corso una discussione civile tra persone in buona fede. E vorrebbero che compensassimo ogni attacco ai Repubblicani con un attacco ai Democratici, come se le due parti raccontassero balle nella stessa misura.

Desolato, ma non è così. I Democratici non sono degli angeli: sono esseri umani e a volte sono corrotti, ma non gestiscono una macchina di falsità in servizio permanente effettivo, come fanno i Repubblicani dei giorni nostri. Benvenuto nel mio mondo, Joe.

(Traduzione di Fabio Galimberti)

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