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Questo articolo è stato pubblicato il 18 gennaio 2012 alle ore 06:42.

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Il mercato europeo dell'auto chiude in flessione il 2011 e conferma il forte calo di vendite e di quote per il gruppo Fiat; la marca ammiraglia del Lingotto è accomunata nella crisi a quasi tutti i marchi generalisti, dalle francesi Peugeot e Renault alla tedesca Opel.
Secondi i dati forniti ieri dall'Acea – associazione europea dei costruttori - nell'Europa a 30 (Ue più i paesi dell'Efta) nel mese di dicembre le immatricolazioni di auto nuove sono scese del 5,8% a 995.404 unità. Nell'intero 2011 le immatricolazioni hanno subito rispetto al 2010 un calo dell'1,4% e 13.573.550 veicoli; per l'Europa occidentale il calo è dell'1,3% a 12,8 milioni. Ha pesato in primo luogo la congiuntura negativa in molti europei, in particolare quelli dell'Europa meridionale: le vendite sono calate a dicembre del 17% in Francia e del 15% in Italia. Nell'arco dei 12 mesi il calo più rilevante fra i grandi mercati è in Spagna (-17%) seguita dall'Italia (-10,9%).
Il gruppo Fiat è tra i grandi perdenti dell'anno scorso. A dicembre i marchi del Lingotto hanno venduto 61.399 vetture, il 15,6% in meno rispetto a un anno prima. La quota di mercato del Lingotto è calata al 6,2% dal 6,3% di novembre e dal 6,9% di un anno prima. Nel mese di dicembre la sola marca Fiat ha immatricolato 43.400 vetture, ovvero meno di Bmw (53mila), Audi (48mila) e Mercedes (47mila). In 12 mesi la flessione del gruppo del Lingotto è stata del 12% in Europa, con una quota diminuita dal 7,8% al 7% nonostante l'apporto del marchio Jeep e delle vetture made in Usa vendute con i brand Fiat e Lancia. L'Alfa Romeo ha segnato un +18,7% nel 2011 con oltre 20mila immatricolazioni in più; Lancia ha invece perso terreno (da 109 a 103mila unità) nonostante l'apporto a fine anno di Voyager e Thema che ha permesso di chiudere quasi in parità dicembre. Bene Jeep, con un +48% a dicembre e un +61% nell'intero 2011.
Le 950mila vendite del gruppo Fiat in 12 mesi sono pari a poco più di metà degli 1,68 milioni del gruppo Peugeot, con il quale si è ipotizzata un'alleanza; la quota di mercato è inferiore al livello del 2004, quando Sergio Marchionne arrivò al Lingotto. Fiat risente naturalmente della pessima performance del mercato italiano, ma Torino ha perso quote di mercato anche fuori dall'Italia (3,7% nel 2011 contro il 4,1% dell'anno precedente).
Nel 2012 i mercati sono previsti ancora in calo: -5% in Europa e -6% in Italia, secondo il Pwc Automotive Institute. A parte la nuova Panda, che debutterà a fine mese, per il gruppo Fiat è previsto l'esordio della monovolume serba L-zero, che arriverà dopo l'estate e che nel 2013 dovrebbe anche sbarcare negli Usa a completamento della gamma 500. Ieri ha riaperto la fabbrica torinese di Mirafiori, ma a passo decisamente ridotto: tre giorni questa settimana e quattro la prossima per le linee di Idea/Musa e Mito; l'azienda ha già preannunciato un mese e mezzo di cassa integrazione da metà febbraio «per la necessità di adeguare i flussi produttivi dello stabilimento alla riduzione dei volumi». Tenuto conto dello slittamento degli investimenti previsti per la produzione di un piccolo Suv a marchio Jeep, Mirafiori potrebbe andare avanti a singhiozzo fino alla fine del 2013.
Il consuntivo europeo 2011 ha visto la conferma del predominio del gruppo Volkswagen, con un +9% a dicembre e quota del 23,3% – identica a quella dei 12 mesi. Il colosso tedesco, che si batte con General Motors per il predominio mondiale, resta nettamente davanti alla francese Psa Peugeot Citroen, che ha perso un punto di quota (dal 13,4 al 12,4%, ma 11,3% a dicembre) con una flessione delle vendite dell'8,8% su base annua. Tra i marchi penalizzati anche Renault (-14,3% e quota al 9,4% il mese scorso, -8,1% e quota al 9,6% nei 12 mesi). Gm Europe scivola a dicembre (-15% e quota all'8,9%) ma tiene nell'insieme dell'anno (-1,9% e quota stabile all'8,6%); Ford risale a dicembre (+3,4% e 7,5%) ma scivola sotto quota 8% nell'intero 2011.
Tra i marchi asiatici, spiccano le accelerazioni di Nissan e di Hyundai/Kia; il gruppo Toyota resta in calo sull'anno (-6,3%) ma recupera in dicembre (+14,9%) dopo le peripezie del dopo terremoto in Giappone.
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