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Questo articolo è stato pubblicato il 20 gennaio 2012 alle ore 20:43.

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Come tantissima altra gente, sono rimasto abbastanza sorpreso dalla nuova linea difensiva scelta da Mitt Romney per difendere il suo operato alla Bain Capital: il candidato repubblicano sostiene nientedimeno di aver fatto le stesse cose che ha fatto Obama quando è intervenuto per salvare l'industria automobilistica!

«Alle elezioni presidenziali farò notare che il presidente ha preso le redini della General Motors e della Chrysler, ha chiuso fabbriche, concessionarie, ha licenziato migliaia e migliaia di lavoratori». È quello che ha detto Romney, candidato alla nomination per il Partito repubblicano, l'11 gennaio a CBS This Morning. «Lo ha fatto per cercare di salvare l'azienda. Anche noi, quando necessario, abbiamo dovuto fare cose antipatiche per cercare di salvare un'azienda».

Il mio primo pensiero è stato: ma non era Romney quello che aveva scritto un editoriale intitolato «Lasciamo fallire Detroit?». Sì, era proprio lui, ma il titolo era fuorviante. Lui in realtà chiedeva una «bancarotta controllata», con il supporto del Governo: insomma, qualcosa di non molto diverso da quello che è poi effettivamente accaduto. «Una bancarotta controllata probabilmente è l'unica strada per realizzare la ristrutturazione di fondo di cui il settore ha bisogno», scriveva Romney sul New York Times del 18 novembre 2008. «Consentirebbe alle aziende di sgravarsi dei costi legati alla manodopera in eccesso, alle pensioni aziendali e alle proprietà immobiliari. Il Governo federale dovrebbe fornire garanzie per il finanziamento post-bancarotta e rassicurare gli acquirenti di autoveicoli che le loro garanzie non sono a rischio».

Quindi Romney può sostenere di essere sempre stato favorevole alla linea che poi ha avuto pieno successo? No, non può, perché quando l'amministrazione Obama proposte queste misure, lui sparò ad alzo zero. «Quello che è stato proposto è perfino peggio di una bancarotta: trasformerà la GM in un morto vivente»: lo scrisse Romney su un blog del sito della National Review il 29 aprile 2009.

Insomma, la storia di Romney e del salvataggio del settore auto dimostra qualcosa che avevamo già capito riguardo alla sanità: Romney è una persona intelligente, ma anche, dal punto di vista morale, un vigliacco. La sua proposta originaria per l'industria dell'auto, così come la riforma della sanità che ha promulgato in Massachusetts, presentano notevoli somiglianze con quello che ha fatto Obama. Ma al momento in cui le proposte di Obama sono state messe nero su bianco, Romney – invece di avere il coraggio di dire che il presidente stava facendo qualcosa di ragionevole – si è allineato al resto del suo partito stracciandosi le vesti e lanciando anatemi.

E ora vuole prendersi il merito di una politica che ha criticato aspramente al momento in cui è stata proposta.

© 2012 New York Times
(Traduzione di Fabio Galimberti
)

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