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Questo articolo è stato pubblicato il 28 gennaio 2012 alle ore 08:15.
MILANO
«Certo, soprattutto a Milano non siamo abituati a "doppiette" del genere: due eventi sismici a distanza di pochi giorni, entrambi ben percepiti dalla popolazione». Mario Tozzi, geologo all'Igag, Istituto di Geologia Ambientale e Geoingegneria del Cnr, molto conosciuto presso il grande pubblico per essere stato il conduttore della trasmissione televisiva Gaia, in onda su Rai 3 fino al 2007, spiega così al Sole 24 Ore gli eventi sismici che in questi giorni hanno colpito il Nord Italia.
Due eventi a distanza ravvicinata, non collegati tra di loro, che però hanno spaventato parecchio gli abitanti della Pianura Padana. Tuttavia, non c'è da stupirsi, secondo Tozzi. «I due terremoti, quello del 25 gennaio e quello di oggi nel pomeriggio, sono stati percepiti su un'area molto vasta perché in entrambi i casi l'epicentro è stato parecchio profondo. Anche se si tratta di due eventi completamente distinti, ambedue comunque si sono generati nell'area tra il Parmense e l'Appennino Tosco-Emiliano, una zona sicuramente "storicamente" sismica: ricordiamo che addirittura, nel periodo dei moti pre-risorgimentali del 1831, che coinvolsero Emilia e Romagna, agli insorti fu data la "colpa" degli eventi sismici che capitarono in quella zona negli stessi anni».
Per fortuna, però, le conseguenze dei due eventi verificatisi in questi giorni sono state abbastanza limitate: tanto spavento – soprattutto in una città come Milano, poco abituata a "sentire" i terremoti – ma anche pochi danni reali. «Questo – sottolinea ancora Tozzi – è dovuto, oltre che alla profondità degli eventi sismici, anche al fatto che nelle zone vicine agli epicentri dei due terremoti si è ben costruito». Certo, è comprensibile che a Milano ci sia stata un po' di paura ma, spiega ancora Tozzi «consideriamo che non si è assolutamente trattato di terremoti "milanesi", ma che sono stati percepiti in città pur se si sono generati in tutt'altre zone», dato che nel primo caso l'epicentro di Brescello era a più di 100 km di distanza in linea d'aria dal capoluogo lombardo, e nel caso dell'evento di ieri pomeriggio, localizzato sull'Appennino tosco-emiliano vicino a Berceto e Corniglio, addirittura più lontano.
«Ma ricordiamoci comunque – sottolinea ancora Tozzi – che praticamente tutta l'Italia è zona sismica, con l'eccezione del Sud della Puglia e della Sardegna».
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