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Questo articolo è stato pubblicato il 05 febbraio 2012 alle ore 08:12.

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Sette incontri di serie A manipolati, attraverso la sospetta corruzione di calciatori professionisti. Questo emerge dall'ordinanza di custodia cautelare del gip di Cremona Guido Salvini, che ieri ha disposto l'arresto di Mario Cassano, portiere del Piacenza calcio, e di Angelo Iacovelli, nome sconosciuto al mondo del calcio ma factotum dei calciatori del Bari.

I due sono accusati di essere sodali della vasta organizzazione criminale internazionale, che dalla lontana Singapore e dai Balcani avrebbe manipolato diversi incontri calcistici delle massime serie europee. Nel mirino degli investigatori ci sono gli incontri Milan-Bari, Bari-Roma, Palermo-Bari, Sampdoria-Bari, Atalanta-Piacenza, Siena-Piacenza, Piacenza-Mantova e Piacenza-Albinoleffe.

Secondo il gip, che ha convalidato le richieste della Procura di Cremona, l'inchiesta «riguardante l'attività di scommesse su partite di calcio truccate, origina soprattutto dagli interrogatori degli indagati tratti in arresto nel dicembre 2011». Per Iacovelli e Cassano «sussistono chiare esigenze cautelari – scrive il gip –. In particolare entrambi hanno dimostrato per un apprezzabile periodo di tempo una notevole disponibilità a compiere, a supporto degli zingari e dell'organizzazione nel suo complesso, attività finalizzate alla manipolazione di partite di calcio».

In particolare c'è l'ex del Bari Andrea Masiello, a raccontare i presunti tentativi di Iacovelli a manipolare gli incontri. Per la partita dei biancorossi con la Roma, per esempio, promette «una valigetta di denaro». Stessa cosa fa Iacovelli per la partita Palermo-Bari, mettendo nelle mani di Masiello, e degli altri calciatori baresi Marco Rossi (attualmente al Cesena), Simone Bentivoglio (al Padova) e Alessandro Parisi (ceduto al Torino), 280mila euro che avrebbero restituito senza però manipolare l'incontro.

Poi c'è Cristiano Doni, ex bomber dell'Atalanta, a svelare le combine della sua squadra. «Santoni – mette a verbale l'11 gennaio scorso – mi disse che il Piacenza era disposto a perdere la partita contro l'Atalanta», aggiungendo che «non si riferiva alla società ma ad alcuni giocatori: Gervasoni, Conteh, il portiere e Guzman». Ed è proprio con Gervasoni che si perfezionerebbe la combine: «In questa partita avrei dovuto stringere la mano a Gervasoni per confermare questo accordo. In questa partita, davanti agli spogliatoi incontrai Gervasoni, mi feci avanti e gli strinsi la mano e dissi: "Tutto bene?". Gervasoni mi rispose in modo affrettato e forse impaurito una frase del tipo "tutto bene, tutto bene" che mi suonò come una conferma».

Quanto al calcio di rigore, spiega Doni, «quando si è trattato di calciarlo, poco prima mi si è avvicinato il Cassano (Mario, il portiere del Piacenza) che mi ha invitato a tirare al centro. Io sono rimasto un attimo perplesso in quanto avrebbe potuto trattarsi di un brutto tiro del Cassano, teso a confondermi le idee. Nulla poteva escludere che Cassano, dopo avermi dato questo suggerimento rimanesse in posizione centrale e pararmi il tiro. Il portiere pero si è gettato di lato con grande anticipo».