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Questo articolo è stato pubblicato il 22 febbraio 2012 alle ore 08:45.

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Hard Rock suonerà anche a MilanoHard Rock suonerà anche a Milano

Se è vero che si moltiplicano i casi di multinazionali in fuga dal nostro paese, è vero anche che altre ritengono l'Italia un mercato importante in cui investire.

È il caso di Hard Rock International, che ieri sera in Piazza San Marco, ha "firmato" la chiusura del Carnevale di Venezia: la serie di concerti gratuiti "Hard Rock Cafe Rocks The Square", offerti dalla celebre multinazionale in alcune delle più belle piazze del mondo, ha fatto tappa nella città lagunare portando sul palco "Modà", "Mike + The Mechanics" e "Radio Daf".

Hamish Dodds, presidente e ceo di Hard Rock International, presente all'evento, ha parlato al Sole 24 Ore della probabile prossima apertura – nel 2013 – delll'Hard Rock Cafe di Milano, città dove lo scorso lunedì lo stesso Dodds si è recato per monitorare la ricerca di una location adatta. «Non abbiamo alcuna annuncio ufficiale da dare circa l'apertura a Milano – precisa Dodds –, che è una città differente, meno turistica e più business oriented, rispetto a Roma, Firenze e Venezia, dove siamo già presenti. Stiamo considerando con estrema attenzione il tipo di location e il profilo della clientela per essere sicuri di prendere le scelte giuste e sfruttare al massimo il potenziale della città. Si tratterebbe di un investimento che si aggira fra i sei e i dieci milioni di dollari. Lo staff sarebbe di circa un centinaio di impiegati».

Altro obiettivo in programma è quello di aprire un Hard Rock Hotel: candidate a ospitarlo Venezia, Roma o Firenze. Il modello di business preferito prevede l'inclusione di un partner locale, che si sta ancora cercando e fra le opzioni più quotate ci sarebbe quella di scegliere un hotel già esistente per limitarsi essenzialmente all'attività di rebranding dello stesso. Un'altra alternativa possibile vedrebbe Hard Rock International occuparsi del management dell'hotel. Ma Dodds parla di «scenari ancora del tutto aperti e da definire».

Di sicuro c'è che l'Italia è un ottimo mercato. Lo dimostrano i fatturati dell'Hard Rock Cafe di Roma e Venezia, che hanno chiuso il 2011 rispettivamente a quota 15 e 9 milioni di euro, con una crescita a doppia cifra rispetto all'anno precedente. E lo prova l'Hard Rock Cafe di Firenze, aperto solo lo scorso luglio, che ha superato ogni aspettativa, chiudendo i primi sei mesi con 10 milioni di euro: un milione in più di quanto previsto, cifra che l'ha portato a superare così quello di Venezia (che però è anche il più piccolo Hard Rock di tutta Europa con meno di 400 metri quadri di superficie e una sessantina di dipendenti). «Il 2012 sarà un anno particolare, per le difficoltà legate al futuro dell'euro e per la crisi globale, però ci aspettiamo comunque, per l'Italia, un aumento di fatturato fra il sei e il dieci per cento. Per noi è ancora un mercato da penetrare, pieno di opportunità», dichiara Dodds.

L'Italia, da parte sua, è pazza dell'Hard Rock: in particolare, i dati del Facebook Fun Club incoronano le teen-ager italiane, fra i 15 e i 17 anni, le più affezionate di tutto il mondo al celebre marchio, categoria in vetta alla classifica per quello che riguarda l'universo del merchandise, specie per l'acquisto delle t-shirt.

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