Storia dell'articolo

Chiudi

Questo articolo è stato pubblicato il 24 febbraio 2012 alle ore 19:13.

My24

Il 13 febbraio il presidente Barack Obama ha svelato la sua finanziaria da 3.800 miliardi di dollari per il 2013, che include, fra le altre cose, lo stanziamento di 1.300 miliardi di dollari per l'occupazione, le infrastrutture e l'istruzione e un incremento del gettito fiscale di 1.500 miliardi di dollari, ottenuto principalmente grazie a maggiori tasse per i ricchi. La finanziaria propone anche riduzioni della spesa militare e della spesa discrezionale, rispettivamente per 487 e 520 miliardi di dollari, mentre non tocca in modo significativo i due programmi sociali più importanti, il Medicare e il Medicaid. Il piano di spesa prevede un disavanzo di 1.300 miliardi di dollari nel 2012.

Due giorni dopo, in un editoriale scritto per Politico e intitolato «La finanziaria irresponsabile di Obama», due deputati repubblicani, Diane Black del Tennessee e Tim Griffin dell'Arkansas, hanno definito sprezzantemente una delle proiezioni incluse nel piano, che dimostrava che le misure proposte avrebbero portato a un risparmio di 4mila miliardi di dollari nell'arco dei prossimi dieci anni, «un esempio di propaganda e trucchi contabili».

«La finanziaria di Obama, purtroppo, ci porta più vicini a una crisi debitoria all'europea, invece di allontanarcene», scrivono Griffin e la Black. «Gli Stati Uniti sono ancora in tempo per scampare a questo scenario. Ma solo se affronteremo subito il problema del debito».

La finanziaria di Obama propone anche lo stanziamento di 70 miliardi di dollari in spese discrezionali per l'istruzione, vale a dire un incremento del 2,5 per cento rispetto allo scorso anno. Sarebbe una vera manna per le amministrazioni statali e locali, che dovendo fare i conti con un dimagrimento sempre più accentuato dei bilanci sono state costrette a tagliare posti di lavoro nella scuola.

Gli enti locali in alcuni casi hanno fatto ricorso a misure poco usuali per raccogliere fondi: ad esempio, un distretto scolastico in Texas recentemente ha introdotto la pubblicità sui suoi scuolabus e ha offerto la possibilità di sponsorizzare il suo stadio mettendoci il nome. Morgan Smith, un giornalista del Texas Tribune, ha sottolineato che «alcuni ricercatori che studiano l'impatto della pubblicità nella scuola si domandano se gli istituti scolastici si rendano conto fino in fondo delle conseguenze di questa commercializzazione strisciante dell'istruzione pubblica».

© 2012 New York Times

(Traduzione di Fabio Galimberti)

Commenta la notizia

Shopping24

Dai nostri archivi