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Questo articolo è stato pubblicato il 28 febbraio 2012 alle ore 07:01.

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Il consumatore stimola l'e-commerceIl consumatore stimola l'e-commerce

Ci sta provando l'Italia a superare i grossi ritardi che ha sul fronte dell'e-commerce, rispetto agli altri Paesi europei. Siamo molto sotto la media europea per diffusione dell'e-commerce e soprattutto per maturità dell'offerta (solo il 3-5 per cento delle aziende vende online). L'agenda digitale italiana si occuperà anche di questo problema, ma ancora il Governo non ha deciso come. Nel frattempo, stanno comunque evolvendo l'offerta e la domanda in Italia. La prima lo fa con la filosofia «l'unione fa la forza». Cioè attraverso piattaforme, consorzi, alleanze, «che certo sono tra i principali fenomeni e-commerce italiani degli ultimi mesi», dice Roberto Liscia, presidente di Netcomm, consorzio del commercio elettronico. «In particolare le Pmi ricorrono a questi strumenti per ridurre costi e difficoltà dello sbarco online; delle vendite e della logistica», continua.

Esempi e opportunità continuano a moltiplicarsi. Nel 2011 è nato il marketplace di Amazon, che ora con eBay è lo strumento più immediato per aprire un negozio online. Da settembre le aziende associate all'Anci (Associazione nazionale calzaturifici italiani) possono vendere tramite il sito Iloveitalianshoes.eu. Il Consorzio alimentare per la Valtellina utilizza la piattaforma Btx per consentire agli associati di vendere in tutto il mondo i prodotti tipici. Profumeria.it raccoglie invece i negozi di profumi. Sono tutti casi in cui l'utente trova il negozio vicino a tanti altri simili e questo migliora anche la visibilità dell'offerta. Nel contempo, prendono piede servizi a pacchetto, made in Italy, che permettono all'azienda di creare un proprio negozio e ne gestiscono anche la visibilità, la logistica: come Byoutique e freshcreator. Ha finalità simili l'iniziativa La Mia Impresa Online, di Google, Seat Pagine Gialle, Register.it e Poste Italiane: a novembre 2011 aveva raccolto 27mila Pmi (a sei mesi dal lancio).

Prossime mosse: Netcomm mira a semplificare la vita delle Pmi che esportano in tutto il mondo via internet. Così è tra i fondatori della prima associazione europea per il commercio elettronico, nata a fine febbraio. Tra le altre cose, l'associazione vuole fare accordi con i corrieri per ridurre i costi e aumentare l'efficienza delle spedizioni transfrontaliere. Netcomm prevede così che nel 2012 il numero di aziende italiane con servizi e-commerce aumenterà del 20-30 per cento.

Già negli ultimi due anni è aumentato, a doppia cifra percentuale, il fatturato e-commerce delle aziende italiane (a 8,1 miliardi di euro, secondo School of Management-Politecnico di Milano; contro i 20 della Francia); ma resta più alta la spesa degli italiani in beni e servizi online (9,3 miliardi). Questo a conferma che l'offerta italiana è più immatura della domanda. Nel 2011 erano nove milioni gli utenti e-commerce nostrani: la tendenza è che cresce la quantità di ordini pro capite ogni anno ma diminuisce lo scontrino medio. Secondo il Politecnico, il motivo è che aumenta la concorrenza e la convenienza nell'offerta online. Il fenomeno potrebbe accelerare nel 2012. Una delle novità più forti dell'ultimo periodo è del resto il successo dei gruppi d'acquisto (Groupon, Groupalia). Secondo Netcomm, questo settore impiega oltre mille persone in Italia, fattura circa 250 milioni di euro l'anno e ha creato un accesso alla rete a oltre 20mila esercenti. Può essere quindi anche un modo con cui le aziende vengono iniziate al mondo dell'e-commerce: un trampolino di lancio sia per la domanda sia per l'offerta. A conferma, secondo Nielsen la categoria di siti cresciuta di più nel 2011 è quella dei coupons/rewards, che include i gruppi di acquisto: passata dai 4,3 milioni di utenti del dicembre 2009 agli 8,7 milioni del 2010 fino agli attuali 11,3 milioni. È così, attraverso varie opportunità e piattaforme, che tante aziende italiane potrebbero traghettare online nei prossimi mesi. Nell'attesa di eventuali incentivi governativi che, nell'agenda digitale, possano spingere le più refrattarie.

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