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Finanza e Mercati In primo piano

L'Europa riforma le agenzie di rating

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Questo articolo è stato pubblicato il 16 dicembre 2010 alle ore 06:41.

Quasi non ha fatto in tempo a entrare in vigore, il primo dicembre scorso, il regolamento Ue sulle agenzie di rating che già ieri il parlamento europeo ne ha approvato a larghissima maggioranza (611 voti a favore, 15 contrari e 26 astensioni) una serie di modifiche in senso restrittivo, che entreranno in vigore nel luglio prossimo. In Europa però l'assalto regolamentare a un settore dominato dall'oligopolio delle Big Three americane, Standard & Poor's, Fitch e Moody's, che sono in grado di far muovere i mercati più o meno a loro piacimento, promette di non fermarsi qui. In cantiere c'è già l'idea di presentare nuove proposte in primavera sempre con l'obiettivo di sottoporre queste agenzie a una sorveglianza sempre più attenta e a una trasparenza cristallina. Come? Non solo fissando precisi paletti quando si cimentano nella valutazione di debiti sovrani e credit default swaps (Cds) ma anche aprendone l'attività alla libera concorrenza.

Contro l'oligopolio
Germania e Francia, si sa, hanno più volte dichiarato nei mesi più acuti della grande crisi finanziaria, di voler far saltare quell'oligopolio. La creazione di un'Agenzia europea di rating, già evocata dal commissario Ue competente Michel Barnier, potrebbe essere uno dei mezzi per farlo. L'altro potrebbe passare per l'erosione del loro potere attraverso la prassi dei "rating non sollecitati" accanto a quelli regolarmente richiesti dagli interessati. La valutazione plurale offrirebbe maggiori garanzie di credibilità e di solidità del prodotto in esame. L'europarlamento intende presentare in febbraio un rapporto proprio su questo punto.
Ma veniamo alle modifiche del regolamento approvate ieri e che confermano i contenuti dell'accordo raggiunto nel giugno scorso tra parlamento, Consiglio e Commissione Ue. Dal primo di questo mese è diventata obbligatoria la registrazione di tutte le agenzie che operano nell'Unione, comprese le 45 filiali delle tre grandi Usa, che ormai sono tenute a spiegare le loro metodologie di valutazione. E devono fare i conti con norme intese a limitarne i possibili conflitti di interesse.

La nuova Authority
Dal 1 gennaio diventerà operativa l'Esma, la nuova Authority europea di supervisione sui mercati finanziari. E in particolare sulle agenzie di rating, con poteri esclusivi su registrazioni, richiesta di informazioni, lancio di inchieste e ispezioni. E il potere di imporre multe a chi intenzionalmente o per negligenza non rispetti le regole europee. Di qui la modifica del regolamento approvata ieri e che, per completare l'iter, ora ha bisogno solo del via libera formale del Consiglio dei ministri Ue.

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Le sanzioni dell'Esma saranno disciplinate da una sorta di "tariffario" molto preciso, dovranno essere ««dissuasive e proporzionate alla natura, alla gravità e alla durata dell'infrazione commessa» e non potranno andare oltre il 20% del fatturato annuo. Qualora si possa quantificare il beneficio ricavato infrangendo la legge Ue, la multa dovrà almeno annullare quel beneficio. Nei casi più gravi è previsto anche il ritiro della licenza.
Secondo Gianni Pittella, eurodeputato Pd che segue il dossier, «ora va ridotta la dipendenza della finanza dal rating, anche togliendo alle agenzie la competenza sulla valutazione del debito sovrano».

LE MODIFICHE

La registrazione
Dal primo dicembre è diventata obbligatoria la registrazione di tutte le agenzie che operano nell'Unione, comprese le 45 filiali delle tre grandi Usa, che ormai sono tenute a spiegare le loro metodologie di valutazione.

La nuova Authority
Dal 1 gennaio diventerà operativa l'Esma, la nuova Authority europea di supervisione sui mercati. E in particolare sulle agenzie di rating, con poteri su registrazioni, lancio di inchieste e ispezioni e quello di imporre multe.

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