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Questo articolo è stato pubblicato il 18 aprile 2011 alle ore 13:11.

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Ft: Fed si prepara a segnalare la fine del programma di acquisto dei bondFt: Fed si prepara a segnalare la fine del programma di acquisto dei bond

Il silenzio sarà eloquente. Secondo il Financial Times, la Federal Reserve si prepara a segnalare che alla fine di giugno porrà fine al programma di acquisto dei bond e lo farà tacendo. Quando, il prossimo 27 aprile, si riunirà il Federal Open Market Committee (Fomc), il braccio di politica monetaria della Fed, il silenzio sulla continuazione del programma di "quantitative easing" segnalerebbe, secondo il Ft, l'intenzione di completare l'attuale programma di acquisto dei bond da 600 miliardi di dollari e poi fermarsi.

Il quotidiano britannico vede quindi all'orizzonte la fine della politica monetaria globale "accomodante", una volta che la Federal Reserve avrà cessato le manovre di "quantitative easing" (alleggerimento quantitativo) adottate per reagire alla crisi finanziaria.

Il 27 aprile, scrive da Washington Robin Harding, il Fomc probabilmente non limiterà le sue opzioni e quindi non escluderà l'acquisto di bond al di là dell'attuale programma da 600 miliardi di dollari, il QE2, che dovrebbe concludersi alla fine del secondo trimestre.

Tuttavia, argomenta il Ft, gli esponenti della Fed sanno che annunciare ulteriori acquisti di bond all'ultimo minuto potrebbe scombussolare i mercati. Ecco perché il silenzio su un QE3 sarebbe di per sé il segnale che la Fed intende portare a termine il programma in corso e poi smettere.

Il "quantitative easing" – spiega Harding - è uno strumento di politica monetaria attraente dopo che i tassi d'interesse a breve sono stati tagliati a zero. Acquistando titoli del Tesoro, una banca centrale può anche far scendere i tassi d'interesse a lungo termine per stimolare l'economia.

Secondo il Ft, anche le colombe tra i membri della Fed vedrebbero scarsi motivi per altri acquisti di bond «poiché i rischi che li hanno portati a lanciare un QE2 lo scorso autunno sono stati ridotti». L'inflazione "core" è sempre al di sotto dell'obiettivo della Fed "del 2% o un po' al di sotto", ma adesso sembra si stia alzando piuttosto che abbassando. Come ha detto di recente al Congresso il presidente della Fed Ben Bernanke, "il rischio di deflazione è diventato trascurabile".

Il Ft ricorda che la Banca centrale europea ha già alzato i tassi d'interesse. Ma non è detto che rialzi dei tassi siano imminenti negli Usa. "L'ampio consenso sul fatto che non sono necessari ulteriori acquisti di bond non significa che la maggioranza dei membri Fomc abbia fretta di alzare i tassi d'interesse", sottolinea il Ft.

Secondo il quotidiano britannico, in base ad alcune regole standard della Fed, la disoccupazione è tuttora più alta e l'inflazione più bassa rispetto ai livelli che richiederebbero una stretta. Un'altra ragione di cautela sul rialzo dei tassi è l'esigenza di essere "certi" che la ripresa sia ben radicata, in modo da ridurre il rischio di uno stallo.

Per le colombe del Fomc – conclude il Financial Times – rimane la preoccupazione per i rischi che pesano sulla crescita, mentre per i falchi la Fed deve decidere una stretta monetaria per agire contro l'inflazione.

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