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Questo articolo è stato pubblicato il 03 giugno 2011 alle ore 18:08.
L'ultima modifica è del 03 giugno 2011 alle ore 16:08.

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Atene annuncia conclusione positiva del negoziato con la TroikaAtene annuncia conclusione positiva del negoziato con la Troika

La Commissione europea, la Bce e il Fondo monetario internazionale (la Troika) hanno dato il via libera al versamento della quinta "tranche" del prestito alla Grecia (12 miliardi) a condizione che siano concluse «le discussioni sulle modalità di finanziamento» dell'aggiustamento economico in Grecia. Un via libera condizionato dalle riforme quindi. Lo stesso numero uno dell'Eurogruppo Jean Claude Juncker, aveva spiegato nei giorni scorsi che lo statuto dell'Fmi poneva rigidi paletti al rinnovo dei finanziamenti. «Il fondo - aveva detto - può erogare finanziamenti solo nel caso in cui sono state fornite adeguate garanzie, almeno per i prossimi 12 mesi».

Il versamento è condizionato al via libera dell'Ecofin e del board esecutivo del Fmi. La "troika" ha poi annunciato che la Grecia creerà un'agenzia indipendente che si occuperà del programma di privatizzazioni, vitale per rimettere in sesto i conti pubblici del paese ellenico. «La Grecia ha fatto progressi significativi ma devono essere avviate delle riforme strutturali - si legge inoltre nella nota congiunta - Il governo greco si è impegnato a portare avanti un ambizioso piano di bilancio di medio termine. La liquidità della Grecia rimane scarsa ma sono in campo politiche che assicurino che si adeguata al sistema bancario».

Positivi sviluppi quindi sul fronte della prosecuzione del piano di aiuti da 110 miliardi di Ue e Fmi concordato a maggio 2010, ma anche sul fronte di nuovi finanziamenti. Il presidente dell'Eurogruppo, Jean-Claude Juncker, dopo aver incontrato il premier greco George Papandreou, ha confermato che il nuovo piano, a cui non è stato ancora dato il via libera definitivo, vedrà la partecipazione anche delle banche private su base volontaria. Ue e Fmi dovrebbero in questo modo estendere i sostegni alla Grecia fino a tutto il 2014, facendo così lievitare di altri 60 miliardi di euro l'ammontare totale del piano di aiuti, finora previsto a 110 miliardi in tre anni.

Juncker non ha indicato i dettagli del nuovo aiuto insistendo solo sul fatto che le condizioni «saranno negoziate con i creditori privati». Il presidente Eurogruppo ha aggiunto che stando così le cose «é evidente che non di sarà l'uscita della Grecia dalla zona euro e che non ci sarà fallimento» dato che il paese «rispetterà pienamente i propri obblighi».

Atene per parte sua ha messo sul piatto misure di risanamento supplementari per quasi 80 miliardi di euro fino al 2015, tra privatizzazioni e economie rafforzate. A questo proposito il commissario Ue Olli Rehn ha fatto sapere che Bruxelles è pronta a rafforzare l'assistenza tecnica. «Gli ultimi impegni della Grecia sono essenziali per creare le condizioni per una crescita sostenibile». Rehn ha sottolineato che «l'attuazione effettiva delle riforme strutturali è cruciale specialmente nel settore sanitario, nel mercato del lavoro e nei settori energia e trasporti». «I passi decisivi fatti dalle autorità, se seguiti dalla piena attuazione degli impegni, creeranno le condizioni perché l'Eurogruppo definisca passi ulteriori per assicurare che la Grecia possa perseguire tali politiche».

La positiva conclusione della discussione tra Governo greco e rappresentanti della Troika (Commissione europea, Banca Centrale europea e Fondo monetario internazionale) è stata annunciata con una nota del ministero delle Finanze greco. Lo sblocco degli aiuti ad Atene ha fatto recuperare gli indici delle Borse europee, reduci da una seduta in rosso. La notizia arriva al termine di una settimana difficile per la Grecia. Il debito di Atene è stato nuovamente declassato dall'agenzia di rating Moody's che ha esteso la bocciatura anche alle maggiori banche del paese.

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