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Questo articolo è stato pubblicato il 22 luglio 2011 alle ore 06:41.

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Nella foto, da sinistra, l'amministratore delegato di Fondiaria-Sai, Emanuele Erbetta, Jonella Ligresti e Salvatore Ligresti (Imagoeconomica)Nella foto, da sinistra, l'amministratore delegato di Fondiaria-Sai, Emanuele Erbetta, Jonella Ligresti e Salvatore Ligresti (Imagoeconomica)

La famiglia Ligresti fa un passo indietro in Fondiaria-Sai. Il presidente del gruppo assicurativo Jonella Ligresti ha rinunciato a tutte le deleghe esecutive che le erano state conferite dal consiglio di amministrazione, in "coabitazione" con l'amministratore delegato Emanuele Erbetta. Una novità subito salutata dalla Borsa con uno scoppiettante +7,28% (a 2,06 euro) di cui ha beneficiato il titolo. La decisione, annunciata ieri al termine del Cda è stata assunta - precisa un comunicato della società «in totale autonomia e senza alcun condizionamento esterno» e intende «ribadire una volta di più la totale autonomia» dell'amministratore delegato. Anche Gioacchino Paolo Ligresti ha annunciato un passo indietro comunicando che al prossimo Cda della controllata Immobiliare Lombarda rinuncerà alle deleghe esecutive che gli erano state attribuite in via disgiunta.

Benché frutto di decisioni autonome le scelte dei due esponenti della famiglia Ligresti, figli del fondatore nonché presidente onorario del gruppo Salvatore Ligresti, vanno messe in relazione alle modifiche nella corporate governance della società approvate ieri dal board rispondendo alle sollecitazioni dell'Isvap. Cambiamenti che vanno nella direzione di separare nettamente le funzioni di governo e controllo all'interno della compagnia, prevedendo in particolare che le funzioni ed i ruoli di controllo riportino al consiglio di amministrazione e non più all'amministratore delegato.

In questo nuovo scenario risultava ancora più stridente quell'autentica anomalia che fin dalla sua nascita caratterizzava Fondiaria-Sai la cui governance assegnava le medesime deleghe operative all'a.d. e al presidente. È pur vero che quest'ultimo in questi anni ha esercitato simili poteri - ha tenuto ieri a rimarcare la nota del gruppo - «soltanto in limitate circostanze di necessità ed urgenza». Ma, alla fine la stessa Jonella ha deciso per un gesto di chiarezza.

D'ora in poi il presidente, privo di ogni ruolo esecutivo, avrà la funzione di rappresentanza della società, costituirà il punto di riferimento per il sistema dei controlli interni e di raccordo con gli azionisti, in primo luogo con la famiglia Ligresti che anche all'indomani dell'aumento di capitale mantiene il suo ruolo di socio di controllo (con una partecipazione di circa il 35%).

Con i rilievi contenuti nella relazione dell'Isvap relativi ai doppi incarichi nella controllante e nella controllata, si spiega l'altra decisione preannunciata ieri da Jonella e Gioacchino Paolo Ligresti. Quella di abbandonare le cariche di vicepresidenti che entrambi detengono nella holding di controllo Premafin.

Con le scelte annunciate ieri la situazione di Fondiaria-Sai torna appunto alle origini. Nel 2002, all'indomani della fusione tra Fondiaria e Sai, l'allora a.d. Enrico Bondi (manager autonomo vicino a Mediobanca) fu costretto alle dimissioni dalla decisione dei Ligresti di riprenderre il controllo anche gestionale della società. Un blitz che, tra l'altro, violava gli accordi di corporate governance sottoscritti con la Fondiaria nell'ambito dell'integrazione tra le due società. Dieci anni più tardi, in seguito ad una grave crisi che ha colpito la società costretta ad attingere nuovo capitale dai suoi azionisti, è arrivata la retromarcia.

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