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Questo articolo è stato pubblicato il 02 agosto 2011 alle ore 20:30.
L'ultima modifica è del 02 agosto 2011 alle ore 17:40.

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Oro record a 1.650 dollari. Franco svizzero record (a quota 1,095 sull'euro), super Bund con il rendimento (che si muove in modo inverso ai prezzi) sceso al di sotto dell'inflazione. In questa nuova giornata di tensione sui mercati finanziari il segnale che arriva dagli investitori è lampante: l'aumento dell'avversione al rischio spinge agli acquisti di strumenti rifugio, quali appunto oro, franco svizzero e Bund.

In questa altra giornata schizofrenica sulle piazze finanziarie si registra un'altra costante delle ultime settimane: Piazza Affari, zavorrata dai bancari, è il peggiore listino del Vecchio Continente. Oggi ha chiuso con un ribasso del 2,53% (FTSE MIB) e 2,51% (FTSE IT All Share). Peggio delle altre Borse (Parigi 1,52%, Francoforte -2,38%, Londra -0,7%, Madrid -1,9%).

La tensione parte dal mercato obbligazionario dove anche oggi il rendimento dei BTp si è impennato (ha toccato il 6,26%, come ai tempi della lira) e lo spread con il Bund tedesco è balzato a quota 385 punti base.

Tutti i segreti dello spread

Spread Bund-BTp record. Attanà: Governo dia segnale
Continua ad essere sotto pressione il debito pubblico italiano. Il differenziale di rendimento tra Btp e Bund tedeschi (termometro del rischio paese) è salito al record di 385 punti base. Il rendimento del titolo decennale italiano è salito al 6,26% e quello del Bund è sceso al 2,42%. «Non è escluso - dice un operatore londinese del mercato obbligazionario - che lo spread verso il Bund torni ad essere superiore a quello che la Spagna ha nei confronti della Germania. Oramai la differenza tra i rendimenti dei titoli di stato italiani e quelli spagnoli è di appena 10-15 punti favorevole all'Italia, ma potrebbe presto tornare a favore di Madrid. Zapatero lascia ma ha fatto molte riforme strutturali. L'Italia è un paese immobile da un decennio, anche questa scelta della politica di lavorare ad agosto dopo aver fatto niente per anni, qui a Londra è oggetto di ironia».

Nel pomeriggio il differenziale di rendimento tra i BTp decennali e i bund ha teso a chiudersi ed è indicato a 372 punti base alla chiusura di Borsa. Secondo il presidente di Assiom Forex Giuseppe Attanà «il mercato è fatto da domanda e offerta e per avere una domanda ci vuole un segnale ai mercati» con un riferimento implicito alle iniziative che il Governo riuscirà a mettere in campo. Per Attanà gli operatori «legittimamente aspettano interventi istituzionali».

Male Fiat dopo il dato sulle immatricolazioni
Soffre il debito, soffrono le banche, fortemente esposte in titoli del tesoro. Intesa Sanpaolo cede il 2,89% mentre Unicredit segna -3,43 per cento. In settimana i due big del credito italiano presenteranno i conti trimestrali. Gli analisti di Cheuvreux prevedono per Piazza Cordusio un raddoppio degli utili anno su anno a 479 milioni di di euro. Il dato comporterà però una frenata congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente, del 40 per cento. Per Intesa Sanpaolo gli utili attesi sono pari a 922 milioni, in crescita del 40% rispetto al trimestre precedente ma in calo dell'8% rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso. Il comparto del credito non è tuttavia il più bersagliato, come avvenuto nei giorni scorsi. I titoli peggiori sono invece Fiat (-5,94%) all'indomani del dato negativo sulle immatricolazioni auto e Lottomatica (-4,84%).

Chrysler, miglior mese da 4 anni
Se Fiat va male dalla controllata Chrysler arrivano segnali positivi:
in luglio il colosso di Detroit ha registrato negli Stati Uniti un rialzo delle immatricolazioni pari al 20%. Come si legge nella nota diffusa dalla società, le immatricolazioni del mese scorso sono state 112.026, contro le 93.313 dello stesso periodo del 2010. Si tratta del miglior luglio dal 2007 e il sedicesimo aumento mensile consecutivo.

Tokyo chiude in forte calo
La Borsa giapponese si accoda all'Europa e chiude in forte calo la seduta, L'indice NIKKEI 225 lascia sul terreno l'1,21% a 9.844,59 punti sui timori di un rallentamento dell'economia statunitense (l'attività manifatturiera americana ai minimi da due anni e i timori di un downgrade degli Usa). Gli investitori valutano anche l'ipotesi di un possibile intervento del Giappone sui mercati valutari per raffreddare la corsa dello yen.

Guai se l'Italia diventa lo "Stato da vendere" (di Roberto Napoletano)

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