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Questo articolo è stato pubblicato il 10 ottobre 2011 alle ore 12:59.

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Non c'è solo Dexia a pagare pesantemente la crisi dei debiti sovrani. Erste Group, prima banca austriaca e, come Dexia, destinataria di consistenti aiuti pubblici durante la crisi del 2008, ha annunciato che il 2011 si chiuderà con una pesante perdita tra 700 e 800 milioni di euro. Un rosso considerevole riconducibile - precisa la società - soprattutto alle difficoltà nell'Europa dell'est e alla crisi dei debiti sovrani, senza la quale avrebbe chiuso con un utile compreso tra 850 e 950 milioni.

Questa situazione l'ha spinta a decidere di non versare alcun dividendo per l'esercizio del 2011 e a rinviare di un anno il rimborso dell'aiuto versato dallo Stato (1,22 miliardi) in occasione della crisi finanziaria del 2008. La notizia ha affossato le azioni della banca arrivate a perdere fino al 17 per cento a 17,16 dollari nela prima ora di contrattazioni a Vienna.

I paesi in cui la società ha più problemi sono Romania e Ungheria. Nel primo caso pesa la crescita peggiore del previsto e le conseguenti difficoltà sul mercato del credito. La controllata locale Bcr dovrebbe registrare una svalutazione pari a 700 milioni di euro quest'anno.

Un caso a parte rappresenta poi quello ungherese. Le banche che operano nel paese dovranno fare i conti con la nuova legislazione sui mutui, recentemente approvata dal parlamento, per venire in aiuto dei tanti correntisti che hanno sottoscritto prestiti in euro o franchi svizzeri.

Con l'aggravarsi della crisi dei debiti sovrani infatti, la valuta elvetica è diventata un bene rifugio (al pari dell'oro). L'apprezzamento ha avuto l'effetto di appesantire le rate. Per aiutare i mutuatari in difficoltà il governo ha fatto aprovare una legge che permette di restituire il prestito in fiorini secondo un tasso di cambio fisso, inferiore di circa il 25% alle quotazioni di mercato. Chi ci rimette sono così le banche. Questa situazione, combinata con la bassa crescita economica del paese, comporterà una svalutazione di circa 500 milioni nei conti di Erste Group.

La situazione critica in Est Europa potrebbe creare qualche problema anche per Unicredit, che negli ultimi anni ha avuto una forte espansione nell'area. Il dg Roberto Nicastro tuttavia ha dichiarato di non vedere problemi nella Cee (Europa centrale e dell'Est, ndr). «Non siamo quelli a cui dovete chiedere dell'Ungheria, in Ungheria noi siamo piccini» ha detto.

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