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Questo articolo è stato pubblicato il 28 ottobre 2011 alle ore 06:42.
Fiat e Fiat Industrial accorpano le categorie di azioni. Con due comunicati diffusi ieri in tarda serata, le due aziende del Lingotto hanno annunciato la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio in ordinarie, sia per quanto riguarda Fiat spa (che controlla il 53,5% di Chrysler) che per Fiat Industrial, scorporata dalla prima lo scorso 1° gennaio. «Il Consiglio di amministrazione di Fiat Spa ha deliberato oggi di proporre agli azionisti la conversione delle azioni privilegiate e di risparmio della Società in azioni Fiat ordinarie» spiega il comunicato Fiat. L'operazione «ha lo scopo di ridurre la complessità della struttura del capitale e di semplificare la governance della Società».
Le modalità dell'operazione vedranno per Fiat spa un rapporto di conversione di 0,850 azioni ordinarie per ciascuna azione privilegiata e pari a 0,875 azioni ordinarie per ciascuna azione di risparmio; per Fiat Industrial saranno assegnate 0,7 azioni ordinarie per azione privilegiata e 0,725 azioni ordinarie per azione di risparmio. Il rapporto di conversione implicito nelle quotazioni di chiusura di ieri era di 0,66 ordinarie per ogni privilegiata Fiat e 0,683 per ogni risparmio; per quanto riguarda Fiat Industrial, i corrispondenti rapporti sono di 0,491 per le privilegiate e di 0,524 per le risparmio. In entrambi i casi le azioni ordinarie emesse a seguito della conversione avranno godimento 1° gennaio 2012. Le proposte saranno sottoposte all'approvazione degli azionisti in occasione delle assemblee (parte straordinaria) che verranno convocate nei consueti tempi per l'approvazione dei bilanci di esercizio al 31 dicembre 2011 e all'approvazione delle assemblee speciali degli azionisti di risparmio e privilegiati. I soci privilegiati e di risparmio che non avranno votato a favore delle deliberazioni avranno diritto di recesso con un valore di liquidazione determinato e comunicato ai sensi della normativa vigente. Per entrambe le società, ciascuna delle proposte conversioni avrà luogo solo a condizione che l'esborso a carico della società a fronte de ll'esercizio del diritto di recesso non sia superiore a 56 milioni di euro per le azioni privilegiate e 44 milioni di euro per le azioni di risparmio.
Exor, finanziaria quotata della famiglia Agnelli, ha partecipazioni di poco superiori al 30% delle ordinarie e delle privilegiate di Fiat e Fiat Industrial (ma quote marginali delle risparmio); Fiat spa ha inoltre in portafoglio poco più del 3% di Industrial. Ieri sera il presidente di Exor (e di Fiat) John Elkann ha commentato: «La semplificazione dei rispettivi capitali sociali permette di conseguire maggiore chiarezza ed efficienza e risponde al migliore interesse delle due società e di tutte le categorie dei relativi soci». Ancora più significativo, «Exor conferma inoltre la volontà di mantenere la propria partecipazione nel capitale di Fiat e di Fiat Industrial al di sopra della soglia Opa anche a seguito della conversione», operando eventualmente sui mercati regolamentati «secondo le necessità e in linea con le modalità previste dalle normative vigenti, anche per quanto concerne gli obblighi di comunicazione».
Chiesta per anni dai soci di risparmio e da numerosi investitori istituzionali, l'operazione annunciata ieri ha una valenza rilevante, in prospettiva, soprattutto per quanto riguarda Fiat spa: la misura allinea l'azionariato agli standard Usa (con una sola categoria di azioni) e soprattutto apre la strada a un'eventuale fusione societaria tra Fiat e Chrysler. Misura evocata già all'inizio di quest'anno da Sergio Marchionne con un orizzonte temporale di «due o tre anni». Il Lingotto ha attualmente il 53,5% dell'azienda americana, che salirà al 58,5% entro fine anno; l'unico altro azionista è il fondo Veba, gestito dal sindacato Uaw.
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