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Questo articolo è stato pubblicato il 10 novembre 2011 alle ore 08:10.

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Quali sono le differenze tra i buoni postali e i titoli di Stato?
I buoni fruttiferi postali non possono essere usati per differenziare i rischi di portafoglio, perché pur essendo collocati dalle Poste Italiane (Bfp) sono emessi dalla Cassa depositi e prestiti e sono garantiti direttamente dallo Stato. Offrono però altri vantaggi per gli investimenti nel medio o breve termine: in qualsiasi momento, infatti, è possibile ottenere il rimborso del capitale investito nei buoni postali e, dopo un periodo minimo che varia secondo i prodotti, vengono corrisposti anche gli interessi maturati. A differenza dei titoli di Stato, quindi, i Bfp non rischiano di causare perdite in conto capitale perché il loro valore nominale è sempre rimborsato alla pari.
BASSO - MEDIO - ALTO

Quanto rendono?
Il rendimento effettivo lordo di un buono postale ordinario a 10 anni è del 2,69%. Anche salendo a 20 anni, non si supera un magro 3,82 per cento. Ma le spese dei Bfp sono più basse rispetto ai titoli di Stato, perché non richiedono un deposito titoli (e quindi la relativa imposta di bollo) e i titolari non devono pagare costi di custodia, rinnovo, emissione.
BASSO- MEDIO - ALTO

Qual è la tassazione?
La tassazione dei ricavi dei buoni postali è rimasta fissa al 12,5%, come quella di Bot e Btp.
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