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Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2012 alle ore 14:59.

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Mentre in Grecia riprendono le trattative tra governo e creditori privati sulla ristrutturazione del debito, i rendimenti sui titoli di stato del Portogallo (l'altro malato grave dell'Eurozona) si impennano sempre di più. Il tasso sul decennale tocca per la prima volta il livello record del 15%. I titoli vengono trattati al 50% del loro valore facciale. Lo stesso che successe alla Grecia appena sei mesi fa (ora il tasso sui bond greci a 10 anni è oltre il 30%).

Si impennano anche i cds sui titoli portoghesi. I derivati che assicurano contro il rischio default di Lisbona arrivano a 1365 punti base (altro massimo storico). La strada imboccata dal Portogallo, recentemente declassato a livello spazzatura da Standard & Poor's, sembra quindi essere la stessa di Atene.

Nonostante la gran massa di liquidità immessa dalla Bce, che ha fatto scendere in maniera considerevole rendimenti e spread dei titoli di stato di Italia e Spagna, nessuno sembra aver voglia di rischiare con il Portogallo. Sui mercati anzi si scommette che anche per Lisbona si renderà necessario un nuovo piano di aiuti e di conseguenza una ristrutturazione.

Quest'anno Lisbona, il cui debito è pari al 93% del Pil, dovrà rimborsare oltre 12 miliardi di bond in scadenza, stando alla banca dati Capital Iq di Standard & Poor's.

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