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Questo articolo è stato pubblicato il 26 gennaio 2012 alle ore 19:17.

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Il dato di fine anno caratterizza l'ennesimo anno da dimenticare per l'industria italiana del risparmio gestito. Il settore nell'ultimo mese dell'anno ha perso 9,5 miliardi di euro, mentre il patrimonio si è attestato a 937 miliardi. E così su base annuale la raccolta complessiva ha raggiunto un record negativo: -40,8 miliardi.

I deflussi si sono concentrati ancora una volta sulle gestioni collettive (fondi aperti e chiusi) che hanno chiuso il bilancio di dicembre con i conti in rosso per 6,5 miliardi (-30,7 nell'anno), mentre le gestioni di portafoglio (retail e istituzionali) hanno contenuto il deficit a -3,6 miliardi (-10,2 sui 12 mesi).

Il solo comparto dei fondi comuni aperti si è svuotato di altri 6,5 miliardi, affondando il saldo del 2011 a -33 miliardi, mentre il patriomio, ormai gestito per il 64% da prodotti esteri, si è attestato a quota 418 miliardi.
La crisi del settore è in atto ormai da anni e il dato di dicembre non ha smentito la tendenza. Del resto non poteva essere diverso visto che i problemi alla base di questa debacle restano: sono sempre meno gli intermediari (soprattutto bancari) che vendono fondi e l'attenzione di chi colloca punta su strumenti alternativi, conti deposito in testa. Una scelta favorita anche dal clima di incertezza che ha scandito l'andamento dei mercati azionari e obbligazionari in un 2011 veramente difficile.

Il mese scorso le richieste di rimborso si sono concentrate sugli obbligazionari (-2,3 miliardi), ma non è andata molto meglio ai fondi monetari (-1,8 miliardi) e ai flessibili (-1,2). La crisi dei debiti sovrani ha spaventato i sottoscrittori che si sono mossi alla ricerca di investimenti il più possibile privi di rischio, in grado di preservare il capitale cumulato. Ecco il bilancio annuale che riassume le scelte delle categorie in questo difficile 2011: i monetari hanno perso più di tutti (-12,5 miliardi), seguiti dagli obbligazionari (-8,8), dagli azionari (-4,1) e dai flessibili (-3,9). Con cifre così forse si può solo migliorare.

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