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Questo articolo è stato pubblicato il 01 febbraio 2012 alle ore 19:22.

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Due ex trader di Credit Suisse, David Higgs e Salmaan Siddiqui, davanti a un giudice di New York hanno ammesso di aver falsificato i conti e i libri della loro banca sui prodotti derivati dopo lo scoppio della bolla dei mutui subprime in America nel 2007, per raggiungere comunque i target previsti dal budget aziendale e ottenere i bonus-premio di fine anno.

Credit Suisse, seconda banca Svizzera, ha fatto sapere in una nota che in seguito al comportamento dei suoi ex dipendenti ha dovuto trascrivere in bilancio delle perdite per 2,6 milioni di dollari per coprire i buchi lasciati dalle false trascrizioni.

I due trader hanno ammesso il loro comportamento ma si sono difesi davanti al giudice, in un tribunale federale a Manhattan, sostenendo che avevano messo in atto questo schema sotto la supervisione del loro responsabile dell'epoca, Kareem Serageldin. Serageldin che è stata licenziata con i due trader nel 2007, era il responsabile globale per Credit Suisse del mercato dei Cdo.

Il giudice Alison Nathan ha riconosciuto la colpevolezza di Higgs e Siddiqui: «hanno falsificato i libri e i conti per commettere delle frodi informatiche». Rischiano una condanna massima fino a 5 anni di detenzione. I due trader sono stati rilasciati dietro cauzione di 500mila dollari per aver collaborato con la Corte, in attesa della sentenza, ma hanno il divieto di lasciare gli Stati Uniti.

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